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Lettera aperta del sindaco Stasi ai cittadini: tante le difficoltà. In primis la grave crisi di personale

Lettera aperta del sindaco di Corigliano Rossano Flavio Stasi alla cittadinanza sul momento importante e particolare che il Paese e soprattutto la città stanno affrontando

stasiCari concittadini, ci avviamo all’inizio di una stagione estiva particolare, in uscita dalla pandemia e con alcune incertezze. Oggi ci dividiamo, come da tradizione, tra catastrofisti che ancora non escono di casa e negazionisti che pensano che il Covid non sia mai esistito; un po’ come quando ci sono i mondiali e diventiamo tutti C.T., oggi siamo tutti un po’ virologi! In realtà penso che bisogna ripartire forte su ogni attività, adeguandoci all’esistenza di questo virus e non ignorandola. Di certo non è esattamente l’estate che avevamo immaginato anche noi amministratori, con l’impossibilità di organizzare grandi eventi e con l’incertezza fino all’ultimo anche sui piccoli eventi, ma ho sempre pensato che nel nostro ruolo ogni difficoltà vada affrontata senza tentennamenti, lavorando anche in silenzio e così stiamo facendo. Ed esattamente con lo spirito della comunicazione diretta che si è instaurata con la comunità durante l’emergenza COVID, intendo rendere partecipi i cittadini delle azioni e delle difficoltà di questa fase. Sì, ho scritto proprio difficoltà.

Solitamente agli amministratori si consiglia di non parlare mai di difficoltà, perché equivale ad esternare insicurezza, ma io credo invece che condividere i problemi con la comunità amministrata sia segno di forza e trasparenza. Stiamo affrontando soprattutto una grave crisi di personale. Ai pensionamenti ordinari del personale comunale si sono aggiunti i tanti dipendenti che hanno approfittato della cosiddetta Quota 100, svuotando di fatto servizi e settori che stanno affrontando una sfida titanica come quella della fusione con risorse umane che probabilmente non sarebbero state sufficienti a gestire al meglio uno dei comuni estinti. Pensate, a titolo di esempio, che affrontiamo costantemente il problema degli istruttori che consentano di tenere aperte le delegazioni comunali per il servizio anagrafe. Conosco le difficoltà che ogni cittadino sta affrontando per accedere ai servizi comunali, dalle anagrafe al demanio passando per la manutenzione o l’edilizia, perché conosco le difficoltà con cui gli uffici erogano tali servizi.

Come sapete avremmo voluto affrontare tale problema con una infornata epocale di concorsi, che sono effettivamente previsti o addirittura già in fase avanzata, ma l’avvento della normativa sul distanziamento interpersonale generata dal Coronavirus non solo ha rallentato tale processo, ma ha purtroppo reso impossibile, per esempio, lo svolgimento delle prove pre-selettive necessarie per la procedura. Ecco perché stiamo predisponendo delle procedure per incarichi a tempo determinato che ci consentano di dare un po’ di respiro alla macchina comunale e di poter erogare i servizi di cui ogni cittadino ha diritto con meno difficoltà e maggiore efficienza. Qualcuno potrebbe pensare che la stabilizzazione di circa 150 persone provenienti dal bacino degli ex lsu-lpu abbia rimpinguato il personale comunale, ma in realtà è l’esatto contrario, dal momento che queste persone erano già in forza presso il Comune e che la stabilizzazione ha diminuito le ore di servizio.

Abbiamo preparato un piano generale di riorganizzazione della macchina comunale che prevede l’aumento delle ore, la riqualificazione, nuove assunzioni, nuovi dirigenti e l’unificazione degli uffici. A proposito di queste ultime due cose, si è fatta tanta confusione. L’unificazione degli uffici è necessaria se vogliamo aspirare ad un comune efficiente, ma chi parla di edifici svuotati o di disequilibri, credo che guardi il comune solo in cartolina. Negli edifici principali dei centri storici, laddove abbiamo inteso di unificare i principali settori finanziari e tecnici, ogni stanza è occupata ed operativa (nonostante la carenza di personale) e la pianificazione prevede anche i front-office per i cittadini in modo da non aumentare le distanze, esattamente per come ci eravamo impegnati in campagna elettorale.

Nonostante queste enormi difficoltà, poi, l’attività amministrativa non è affatto ferma. Alcuni atti affrontano problemi atavici dei due ex comuni, a partire dal bilancio: dopo aver riconosciuto circa 3,5 milioni di euro di debiti fuori bilancio, stiamo per mettere in atto una revisione dei residui anch’essa epocale e milionaria. Si tratta di atti dei quali certamente la comunità non si accorge subito, non si tratta infatti di marciapiedi o di asfalto, ma è grazie ad un bilancio solido e credibile che potremo affrontare con maggiore forza i problemi della città, a partire da quello della manutenzione delle strade. E poi l’ottimizzazione ed il potenziamento della rete idrica; l’efficientamento degli impianti di depurazione; la nuova condotta sottomarina; l’avvio della riqualificazione di ville e piazze; l’attivazione di percorsi sociali e culturali nuovi; lo sblocco di decine di milioni di euro per lavori pubblici, dalle scuole alle strade passando per il dissesto idrogeologico e così via, senza trascurare grandi progetti come il completamento di tutta la rete fognaria della città, la metanizzazione di importanti contrade, la realizzazione di nuovi sottopassi e sopraelevate per migliorare la vivibilità dell’area urbana.

Nonostante la pandemia e le crisi che non riguardano il comune come quella dei rifiuti, nonostante una crisi da deficit del personale senza precedenti, stiamo affrontando problemi trascurati da decenni. Dalle nostre parti, solitamente, si dice che non si possono friggere i pesci con l’acqua, ma in realtà, in questo momento, il nostro compito è proprio questo, quello di friggere di tutto con l’acqua, ed è quello che stiamo facendo mentre attiviamo le misure strutturali per realizzare un comune efficiente e trasparente. In ogni caso è del Sindaco la responsabilità di far funzionare le cose, con ogni mezzo a propria disposizione, e non ho alcuna intenzione di rifuggire a queste responsabilità. Condividere queste difficoltà con la comunità non è affatto un modo per giustificarsi ma è piuttosto un modo per essere sempre trasparenti ed è, soprattutto, un appello accorato.

È un momento importante per l’intero paese e lo è anche per la nostra città; delle campagne elettorali spesso si ricordano gli impegni, come è giusto che sia, ma un anno fa sui palchi ho spesso sottolineato come nessuno dei candidati avrebbe avuto la bacchetta magica e che qualsiasi amministrazione, senza la collaborazione dei cittadini, sarebbe stata sommersa dai problemi atavici del territorio. Oggi condividere queste difficoltà per me significa chiedere ad ogni cittadino la massima collaborazione possibile per migliorare pian piano ogni cosa; pazienza senza cadere nello sconforto e senza disunirci. Sono certo che solo in questo modo, saremo in grado di costruire la città normale che tutti meritiamo.

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