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Lettera al direttore, Giuseppe Graziano: “Nessun asse, né faide”

giuseppe-graziano-consiglio-regionaleRiceviamo e pubblichiamo il sunto di un intervento del Consigliere regionale Giuseppe Graziano (foto grande) rivolto al direttore della testata Serafino Caruso.
«Gli equilibri politici – questa la mia posizione che racchiude la sintesi del mio modo di vivere l’attività Istituzionale e democratica – non hanno nulla a che vedere con le questioni personali. In politica, non ci sono e non possono esserci faide! Quanto accaduto in Consiglio comunale a Rossano rientra nella normale e logica funzione della Democrazia, compresi i tempi ed i modi di attuazione della sfiducia. Ed è proprio ai principi della Democrazia che bisogna essere irrinunciabilmente fedeli. Così come, in rispetto di questi principi, ognuno ha libertà di poter agire ed esprimere liberamente le proprie idee e le proprie opinioni, purché esse siano rispettose delle libertà altrui. Non c’è stata la caccia all’uomo Antoniotti, a maggior ragione da parte mia che ho avuto il coraggio, in tempi non sospetti, di esprimergli le mie posizioni. Che rimangono solo mie e di nessun altro! Questo perché, ancora oggi, continuo a leggere nei Suoi articoli riferimenti a fantomatici “Asse” con altre personalità politiche rappresentative della collettività rossanese. Il che equivarrebbe a supportare la tesi per la quale potrebbe essere stato stretto un patto con il solo intento di controbattere posizioni presumibilmente avverse. Non è così. Forza Italia, in Italia, in Calabria e così anche a Rossano è un contenitore di idee, di più idee e diversi modi di pensare che trovano una sintonia concettuale che creano un Movimento. E i movimenti, così come i Partiti non sono consorterie, non si reggono su Patti né, tantomeno, creano un Asse. Perché se così fosse verrebbe a decadere il principio della partecipazione, con eguali diritti e pari dignità, allo stesso gruppo/movimento/partito. Certo, così come accaduto per esempio per l’ex sindaco Giuseppe Antoniotti (foto), in una casa bisogna starci, ognuno con la propria identità, ma non sovvertendo le regole che la reggono in piedi. È, in pratica, come una famiglia, nella quale ognuno vive con una propria indole, con una propria dignità ma che lavora ed opera quotidianamente per il benessere dei suoi componenti. – Questa è, dunque, la mia posizione: chiara e, credo, non esposta a fraintendimenti. Spero che Lei, pregiatissimo direttore, ne saprà trarre le giuste e dovute considerazioni nel compiere la Sua importante e delicata missione che è quella di trasmettere ai cittadini notizie ed informazioni, racchiudendole in una sintesi oggettiva, obiettiva e, soprattutto, non di parte. – Grazie per l’attenzione e per il Suo lavoro».

Nei nostri articoli non compaiono polemiche di matrice personalistica. Talvolta si crea un corto circuito secondo il quale l’interesse personale si coniuga all’interesse collettivo, nulla di più. Si concentra molto sui termini ( “faida”, “asse”, etc) che spesso conservano un gergo prettamente giornalistico. L’asse a cui fa riferimento non è altro che una unità d’intenti che però si diversifica nei tempi di attuazione, ma l’idea di mandare Antoniotti a casa era condivisa. Atto ribadiamo democratico e legittimo. Non amiamo indossare bandiere … Se non quella della libertà di espressione e di pensiero.
Serafino Caruso

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