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Lega Corigliano Rossano: «Il diritto alla scuola non è per tutti»

La Lega di Corigliano Rossano si dice sconcertata sulle scelte del Comune in vista della riapertura delle scuole: «ci lascia a dir poco sconcertati una comunicazione con la quale ci rende edotti che si è provveduto alla stipula di contratti di locazione al fine di acquisire un notevole numero di aule riguardanti la scuola secondaria di primo grado Erodoto e il plesso scolastico Ariosto»».

Secondo De Cicco: «Si potrebbe da subito obiettare che il comune prima si lascia sfuggire ben 18 milioni di euro facendosi escludere da 5 bandi di gara per il rifacimento e la messa in sicurezza di edifici scolastici allocati nel nostro territorio e poi spende una notevole quantità di denaro pubblico per contratti di locazione di edifici da adibire ad aule scolastiche, ma quello che è decisamente più grave è leggere nella stessa comunicazione del Comune che tali aule non saranno disponibili prima della fine di Ottobre (se tutto va bene)».

Da qui le accuse al primo cittadino: «Evidentemente il Sindaco ha pensato, nel lasso di tempo tra l’inizio della scuola e la consegna delle aule locate, di posizionare delle sedie a Piazza Salotto su cui i nostri bambini in ginocchio potranno svolgere i loro compiti, tipo modello ligure? Ricordiamo al nostro Sindaco che già l’anno scorso i bambini dell’Ariosto fino a Marzo sono stati sballottati in diversi plessi scolastici per l’inagibilità della loro scuola e che unitamente al lockdown per il problema Covid hanno praticamente perso quasi tutto l’anno e farli rientrare chissà dove e chissà quando li porterebbe ad accrescere ulteriormente le loro lacune scolastiche».

La Lega poi conclude: «Riteniamo pertanto inaccettabile una tale mancanza di programmazione (già riscontrata in altri settori) che oltre a prevedere una moltitudine di genitori sconcertati e inferociti, lederà in modo sensibile e si spera non in modo irreparabile all’istruzione dei nostri figli e ci permettiamo di far notare all’Amministrazione comunale che c’è almeno la possibilità di essere programmatici e tempestivi in una cosa: le loro dimissioni. Quando infatti ci si rende conto di essere totalmente impreparati e di non riuscire nemmeno lontanamente a garantire i servizi minimi e necessari alla popolazione, l’unico modo di salvare la faccia è prendere atto della propria incapacità e dare spazio agli altri».


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