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L’Eco cresce in numeri e consensi. Nuova grafica, più inchieste

di MATTEO LAURIA

tribunale-di-rossanoL’Eco dello Jonio continua il suo percorso iniziato nel 2014. I dati in graduale crescita motivano l’editore a guardare avanti con entusiasmo e voglia di fare. E sin dal 2016 non sono da escludere importanti scelte protese a rilanciare il giornale nell’ottica di una radicale innovazione.
Nel frattempo la grafica è mutata, pagine più snelle, spazio ai contenuti e alle riproduzioni fotografiche. Notizie, inchieste, editoriali, sono le colonne portanti del nuovo corso. Sin dall’esordio  la direzione del giornale chiariva che la testata, in quanto settimanale, non avrebbe trattato notizie di cronaca né attività giudiziaria. La scelta è determinata dal venir meno del carattere quotidiano e tempestivo degli eventi. Per queste ragioni  la redazione riceve attacchi, legittimi se espressi sulla base di una scarsa conoscenza del settore, da sciacalli se al contrario si conoscono le dinamiche dell’informazione.
Alcuni fatti di cronaca giudiziaria, pertanto, non sono stati affrontati solo ed esclusivamente per ragioni di metodo e non per altri reconditi fini ipotizzati da soggetti che continuano a screditare dalla solita tastiera di Facebook.  Il giornale è e sarà sempre dalla parte dei lettori e di chi è disposto a relazionarsi per creare condizioni di crescita culturale del territorio. La nuova linea editoriale persegue questo obiettivo, non altri.  Abbiamo l’obbligo di svelenire il clima che si è innescato, anche attraverso i social, in particolare il più popolare “Facebook”. Non a caso la redazione ha pensato a una rubrica apposita nella quale stigmatizzare quei commenti che tendono a seminare odio e rancori soprattutto contro le persone. Una pratica deteriore che non aiuta alla crescita ma determina solo involuzione in una società già di per sé ferita dalle disattenzioni dello Stato che continua a depotenziare la nostra realtà con le scellerate scelte ai più  ampiamente note (tribunale, sanità, infrastrutture, etc).

La crisi quindi si avverte ed è forte. E se un minimo di economia tiene è anche grazie ai privati, il cui spirito di iniziativa imprenditoriale è riuscito a creare posti di lavoro e sviluppo. Costoro oggi sono in affanno e a fatica riescono a garantire i livelli occupazionali. È bene dunque eliminare la cultura solita da caccia alle streghe, posta in essere magari per un briciolo di consenso elettorale o per dimostrare di avere i muscoli.  Contano i fatti, non i toni roboanti  in bocca tra l’altro  a soggetti che farebbero bene, è solo un inciso, a tacere.

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