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Le “frustate” di Zumpano sulla condotta politico-istituzionale di Corigliano-Rossano

Bordate dure, schiette e senza filtri quelle dell’avvocato e già amministratore dell’estinto comune di Rossano

Riceviamo e pubblichiamo una riflessione di Giuseppe Zumpano, avvocato e già amministratore dell’estinto comune di Rossano. Una riflessione, personale ovviamente, sullo stato della vita politico-istituzionale e di un Comune, quello di Corigliano-Rossano, che sarebbe diventato un vero e proprio «porto delle nebbie». Una critica dura sulla condizione in cui versa la terza città della Calabria che ad oggi risulterebbe solo un «mantra» ma anche sulle tante e «discutibili» scelte fatte dall’Amministrazione comunale nell’utilizzo «scellerato e distorto» di prerogative di legge per l’assunzione di nuovo personale in forma fiduciaria da parte del sindaco. Non solo, le riflessioni di Zumpano si “estendono” anche sull’Impianto di Produzione Biometano da Digestione Anaerobica, ubicato nell’Agglomerato Industriale Schiavonea nel Comune di Corigliano Rossano (Cs) sul quale si addenserebbero delle nubi.

Se mai istituiranno un albo speciale di politici (si fa per dire) che hanno arrecato danno alle città amministrate – cosa  di cui  si sente la necessità – ci sarebbe, allora sì, il problema di chi deve occupare il primo posto: la fila sarebbe molto lunga perché le inettitudini si equivarrebbero.

L’unica cosa che lorsignori sono stati capaci di fare è quella di avere favorito tutte le condizioni per cui i cartografici possono redigere una nuova mappa con l’indicazione, alla maniera delle carte geografiche che delimitavano le zone inesplorate dell’Africa e dell’Asia, HIC SUNT LEOIVES: Territorio non più frequentabile perché governato da belve o, se preferite, dove vi sono situazioni o condizioni soggette al dominio di prepotenti  incapaci e incolti, per cui per andarci è necessario prestare particolare attenzione ed essere consapevoli di dover portare “ rispetto”  a tale gruppo di persone.

Se il mio ragionamento vi sembra troppo estremizzato, non potete, comunque, negare che chi esercita il potere ci sta trascinando in una grande notte senza luna, senza stelle e senza altri lumi per squarciare le tenebre e dare luce alla legalità, alla democrazia, alla trasparenza e all’onestà, uniche virtù queste che possono riscattare il nostro onore e il nostro orgoglio di gente del Sud per bene che ha diritto al progresso civile e culturale.

IL COMUNE – “ Mala Tempora Currunt, sed peiora parantur”, Cicerone (Stiamo vivendo tempi duri; ma se ne preparano di peggiori). La terza città della Calabria – ormai è un mantra – ha tutte le potenzialità (non messe a profitto), in virtù del proprio patrimonio storico-culturale e delle proprie risorse economico-produttive per potere aspirare ad essere uno dei maggiori centri propulsori per lo sviluppo politico e sociale della Regione.

Questi arroganti, invece, che hanno in mano la cosa pubblica, ci stanno trascinando in un precipizio da cui sarà difficile rilevarsi.

Questa novella e avida casta, ormai è certificato, è priva di ingegno e di quelle caratteristiche distintive fatte di idee guida, di qualità, di passione morale e culturale che dovrebbero essere patrimonio dei governanti saggi e prudenti, per cui giorno dopo giorno viene fuori un loro agire spregiudicato, dissennato, irriguardoso di ogni regola perchè tutto è sopraffatto da interessi personali, particolari e di corto respiro.

Questa incapacità gestionale, oltretutto, porta in superficie un marciume che è sotto gli occhi di tutti , reso evidente dallo stato in cui si trova la ordinaria amministrazione:

  • Montagne di spazzatura sono in ogni dove del territorio urbano e rurale e non li spaventa neanche la contingenza di una grave Pandemia ormai in atto da quasi un anno e non sanno come affrontare il problema;
  • Vie, piazze, marciapiedi,giardini e strade extraurbane sono tutti in dissesto e invasi da erbacce e rifiuti di ogni genere, topi e insetti;
  • Il patrimonio immobiliare urbano e terriero è in sfacelo: palazzi pubblici, ex uffici, scuole e altri immobili pubblici abbandonati o lasciati in mano, abusivamente, di privati che traggono lucrosi profitti da boschi e fondi rustici;
  • Servizi sociali primari ed essenziali sono nella più totale confusione e inefficienza: assistenza a minori, anziani, handicappati, poveri, ammalati, persone povere e prive di mezzi di sussistenza;
  • Le attività ricreative, sportive, di svago e di tempo libero sono pressoché inesistenti;
  • Stessa cosa per le iniziative culturali, ridotte al lumicino e limitate a pochi e deprimenti spettacolucci amatoriali.

Sconosciuto, invece, perché mai  programmato, è lo stato in cui si trova la funzione più importante dell’organo politico che è quella di governo e più specificatamente:

  • L’indirizzo politico-amministrativo e cioè: quali gli obiettivi e i programmi da attuare; quali i progetti per attuarli; quali i risultati dell’azione.
  • Le priorità da affrontare che devono essere illustrate in un progetto che ne indichi la graduazione, le risorse necessarie, la fonte per attingervi;
  • I tempi di verifica del raggiungimento dei risultati e quali i Dirigenti a cui sono stati impartite le relative direttive con le conseguenze in caso di non raggiungimento dei risultati.

La verità è che il nostro Comune è il porto delle nebbie. E, senza alcuna metafora, ne abbiamo uno tutt’ora inattivo.

Il contrappeso a tutto ciò è un frenetico movimentismo, tanto accanito quanto ostinato e accurato, a favore della cricca e a tutela dei propri comodi per il raggiungimento di scopi e interessi personali o clientelari.

È la tipica smania frettolosa post-elettorale di pagare le cambiali ai galoppini che puntualmente le presentano all’incasso. Da questo punto di vista idee e programmi sono certi e chiari anche se le conseguenze saranno disastrose non solo per il malaccorto utilizzo di norme di legge ma anche perché alla pratica non sembra esserci alcuna desistenza per non farsi sfuggire la fortuita e inaspettata occasione di poter gestire un potere di incerto futuro.

Poderosamente, cittadini esterrefatti, controinteressati e partiti d’opposizione, hanno suonato la sirena d’allarme e hanno lanciato ripetuti e intensi segnali di pericolo circa lo scellerato e distorto utilizzo della legge (per intenderci l’art. 110 del TUEL) quale opportunità per la assunzione illegale di un Dirigente, la qualcosa comporta danni economici e d’immagine dell’Ente.

Gli autori dei reati, come è prevedibile, saranno perseguiti, perché la vicenda, troppo scandalosa ed eclatante per essere tollerata, ha comportato una denuncia alla Procura della Repubblica competente.

Appagati dal risultato (oltretutto successivo alla occupazione di alcuni clienti presso una grossa azienda privata) i nostri eroi si sono impegnati subito, senza perdita di tempo, in altra impresa più spafalda che pure trova il suo crisma di ufficialità negli atti comunali.

Ecco i fatti.

Con decreto sindacale di pochi giorni addietro è stato assunto ancora un altro professionista, usando questa volta lo strumento dell’art. 90 del TUEL.

Ormai l’art. 97 della Costituzione (trasparenza, imparzialità e accesso con concorso alla P.A.) è un arnese preistorico privo di valore e presto non sarà accettato neanche negli archivi di storia patria.

Per i non addetti ai lavori (ma chi non ha lavoro lo sa bene) preciso che l’art.90 TUEL consente quanto segue;

«Art.90 – Uffici di supporto agli organi di direzione politica.

  1. Il regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi può prevedere la costituzione di uffici posti alle dirette dipendenze del Sindaco, del Presidente della Provincia, della giunta o degli assessori, per l’esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo loro attribuite dalla legge, costituiti da dipendenti dell’Ente, ovvero, salvo che per gli Enti dissestati o strutturalmente deficitari, da collaboratori con contratto a tempo determinato…

3-bis. Resta fermo il divieto di effettuazione di attività gestionale…»

Naturalmente l’eccezionalità della norma prevede vincoli, il principale dei quali, oltre a quelli di spesa, è dato dalla previsione della assunzione nel Regolamento.

Qui sta il trucco!

Infatti, l’art.15 del Regolamento fa obbligo al Comune che l’assunzione deve essere «preceduta da valutazione curriculare» e che «il Sindaco, sentita la giunta e i singoli assessori, assume apposito provvedimento in cui si evidenziano i requisiti professionali e culturali dei soggetti in relazione ai contenuti dell’incarico conferito»

Su tutto ciò si è sorvolato, per cui l’atto di nomina è viziato sia dal punto di vista penale (abuso d’ufficio) sia dal punto di vista amministrativo (eccesso di potere per sviamento).

La motivazione del decreto sindacale ovviamente è lacunosa, carente, generica e tautologica.

In sostanza si è simulata una nomina in “Staff” che invece è in “Line”, cioè clientelare.

E’ avvilente constatare che gli organi dirigenziali del Comune, responsabili della gestione, consentano così pesanti ingerenze dei politici nella loro esclusiva attività.

A QUESTO PUNTO Avrei voluto scrivere sulla Sanità del territorio, la nostra grande, sventurata e derelitta inferma da troppi anni in prognosi riservata ma, a quanto accade, inesorabilmente avviata ad entrare nella fase terminale della malattia.

DEVO Però, rinviare il discorso perché ho il dovere urgente di chiedere, nell’interesse della collettività, un chiarimento agli Enti Locali (Regione,Provincia e Comune) nonché all’Azienda interessata alla vicenda.

PREMETTO Onde evitare fraintendimenti, che sono sempre stato e sono dalla parte delle Aziende private perché sono il motore trainante della nostra economia e devono essere incoraggiate e sostenute non solo perché senza di esse nessun sviluppo e progresso può esserci ma soprattutto perché alleviano la piaga della disoccupazione da sempre su percentuali a due cifre.

Esse, pertanto, vanno tutelate e favorite nelle iniziative che, però – voglio essere altrettanto chiaro – devono agire nell’ambito della legalità e del rispetto delle leggi sull’imprenditoria , sul lavoro e sll’ambiente.

Fatta questa premessa, devo comunicare che meno di due mesi addietro fui informato da alcuni concittadini che nella Zona Industriale di Corigliano, nei pressi del Porto di Schiavonea, è in costruzione un impianto energetico e di trattamento di rifiuti che, a loro dire, presenta alcuni aspetti in contrasto con la normativa del settore vigente.

Risposi che non ne sapevo nulla e che comunque in materia sono poco aggiornato, anche perché complessa e squisitamente tecnica.

Il discorso finì lì, senonché giorni addietro mi è pervenuta a mezzo posta ordinaria e senza mittente una relazione dettagliata e di autore anonimo così titolata: «Impianto di Produzione Biometano da Digestione Anaerobica, ubicato nell’Agglomerato Industriale Schiavonea nel Comune di Corigliano Rossano (cs)». 

«10 motivi per il ritiro immediato dell’AIA -Autorizzazione Integrata Ambientale».

Ho letto il contenuto della richiamata relazione nella quale l’autore, dopo aver riferito gli estremi del decreto regionale autorizzativo, sostiene che la titolatura del progetto e la informativa generale dello stesso sarebbero (uso di proposito il condizionale perché non ho la competenza per asserire la veridicità dell’elaborato) fuorvianti perché sembrerebbe quasi la realizzazione di un ordinario impianto di energia da fonte rinnovabile «al pari di un banalissimo impianto fotovoltaico», mentre si nasconderebbe il reale scopo che è quello di trattare «rifiuti organici putrescibili per una potenzialità di 50.000 tonnellate annue».

Tale simulazione troverebbe smentita nell’«acronimo IPPC 5.3.B, la cui sigla è incomprensibile per i non addetti ai lavori».

Lo stratagemma usato avrebbe consentito l’assegnazione del lotto da parte del «CORAP, Ente regionale “Consorzio Regionale per lo Sviluppo delle Attività Produttive”».

Tale Impianto, quindi, sarebbe nocivo per l’ambiente perché in prossimità di centri abitati, nel mezzo di coltivazioni pregiate quali il “Clementino di Calabria”,  e della «Riserva Regionale della Foce del Fiume Crati (Zona di Protezione Speciale)». 

Oltre al danno ambientale si mettono in evidenza altre incongruenze squisitamente tecniche e anche il fatto che provocherebbe un incremento del traffico veicolare non sopportabile dalla rete stradale esistente.

Si concludeva affermando che tutte le “informazioni fallaci” sarebbero servite per il «rilascio del PAUER (Procedimento Autorizzativo Unico Regionale)»

È URGENTE Pertanto, nell’interesse della collettività, dell’Azienda costruttrice dell’Opificio, del Comune e della Regione (Autorizzatrice), che al più presto si faccia chiarezza sulla vicenda, per cui si esige, a tutela di tutte le parti, un comunicato ufficiale di tutti i soggetti privati e pubblici coinvolti.

Il silenzio o le notizie parziali e/o distorte non giovano a nessuno. Un atto di responsabilità è un dovere civico.

Giuseppe Zumpano – avvocato e già amministratore del Comune di Rossano


 

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