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Le Clementine della Sibaritide non sono un marcatore identitario?

Le clementine: vera eccellenza di Calabria

CLEMENTINE: L’ORO DI CORIGLIANO E ROSSANO SNOBBATO DA TUTTI

Che la Calabria sia terra ricca di produzioni agricole di eccellenza non è una novità. La Calabria è terra di vini, di olio, di agrumi, delle ottime e uniche al mondo clementine. Che tutti, però, sembrano snobbare. Ben venga l’associazione “Le Città dell’olio”, cui proprio il Comune di Rossano ha aderito recentemente. Ben venga la partecipazione a fiere di settore importanti come il SOL Verona o Olio Capitale di Trieste. Ben venga la promozione dell’ottimo olio extravergine di oliva. Ci mancherebbe altro. Ma vogliamo promuoverle, come si deve, queste benedette (è proprio il caso di dirlo, visto che Madre Natura ce ne ha fatto dono) clementine? O vogliamo continuare a restare nel limbo? Le clementine di Rossano e Corigliano sono le migliori al mondo. Le più dolci e saporite. Arrivano anche nei mercati internazionali. Ma per quanto si spende nella produzione, alla fine il ricavo è deprimente. Il lavoro che ci sta dietro richiede tanta manodopera, capitale e tempo. Senza contare (peraltro è così per qualsiasi settore agricolo) la variabile clima. Basta una gelata, a volte, per far andare in fumo il lavoro di un’intera stagione. Ma, nonostante tutto, i nostri produttori continuano a restare divisi. Andando avanti ognuno per la sua strada. Spesso con logiche e, soprattutto, prezzi diversi. Anche se ci sono produttori che stanno chiedendo da più tempo di creare sinergia e collaborazione. Esiste il marchio “Clementine di Calabria Igp“. Ma la maggior parte dei produttori “viaggia” per conto proprio.

COSA FARE? NECESSARIA LA CREAZIONE DI UN VERO CONSORZIO DI TUTELA DEL PRODOTTO

Quindi, basta restare divisi. L’unione, come suol dirsi, fa la forza. I produttori potrebbero costituire un vero e proprio Consorzio di tutela delle clementine. Creare un marchio di produzione. Così come sono riusciti benissimo a fare in altre parti d’Italia per altri tipi di frutta. Possibile che solo qui non si riesce a creare una reale sinergia per tutelare un prodotto così eccellente? In questo, è chiaro, il ruolo delle Istituzioni è fondamentale. Soprattutto della Regione Calabria. Ma anche dei Comuni interessati. Soprattutto Corigliano e Rossano. Ma anche Cassano, Crosia ealtri limitrofi. Creando un marchio unico di produzione ogni produttore continuerebbe ad avere la sua specificità imprenditoriale, ma ci si potrebbe presentare sul mercato con più forza. Lo hanno capito dappertutto. Ma qui ancora non riesce ad entrarci nella zucca. In Trentino, ad esempio, da anni hanno creato Melinda. Che non è nient’altro che un insieme di produttori che uniscono il prodotto sotto uno stesso marchio. O con i vini, avendo creato il Trento Doc. Tutto sta a parlarsi e confrontarsi. Con l’aiuto delle Istituzioni (la Camera di Commercio di Cosenza, ad esempio, potrebbe essere aperta a questo tipo di discorso), i produttori riuscirebbero a comprendere la grande importanza di camminare insieme. Solo così si cresce. Solo così si potrebbe creare più occupazione. Quindi, più reddito pro-capite. Quindi più capacità di spesa. Quindi aumento dei consumi e conseguente ripresa dell’economia.

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