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Le bellezze della Sila Greca sulla rivista Bell’Italia

DI SERAFINO CARUSO

La copertina dell’ultimo numero di Bell’Italia

Le bellezze del paesaggio della Sila Greca in bella mostra sull’ultimo numero della rivista Bell’Italia. Motivo di vanto e orgoglio per il territorio e l’hinterland dell’area di Rossano e Corigliano. I monti, i paesaggi mozzafiato, i corsi d’acqua e i boschi variegati della Sila Greca meritano di essere conosciuti e, quindi, apprezzati. Quello di Bell’Italia, rivista specializzata del Gruppo Cairo Editore, è davvero un bel servizio, curato con dovizia di particolari da Vincenzo Petraglia e reso interessante grazie alle belle fotografie di Dionisio Iemma. In evidenza la riserva naturalistica de “I Giganti di Cozzo del Pesco”, con i suoi oltre 100 castagni secolari di enormi dimensioni. Un’oasi di pace e colori, soprattutto nella stagione autunnale, dove poter respirare un clima surreale. Il tutto a pochi chilometri dalle rive del mare Jonio, dal centro delle due città Corigliano e Rossano, dal Parco Nazionale della Sila.

UN VIAGGIO ALLA SCOPERTA DI UNA TERRA STRAORDINARIAMENTE BELLA, MA POCO CONOSCIUTA

Sentieri da percorrere a piedi o a cavallo o in bicicletta: tra la Valle del Colognati e quella del Coriglianeto, tra i numerosi i tesori architettonici, artistici e ambientali. E così i due reporter di Bell’Italia si sono imbattuti nell’antica Abbazia di Santa Maria del Patire, la chiesetta di Sant’Onofrio, ma anche in pastori con le loro greggi che su queste colline, in queste insenature ogni giorno, di genereazione in generazione, portano avanti una pastorizia fatta di tradizione e genuinità. E poi Longobucco, la vera “capitale” della Sila Greca, avamposto del Parco Nazionale della Sila, antica sede delle famose miniere d’argento. Nelle sue montagne, accompagnati dalla guida ufficiale del Parco Mimmo Flotta, troviamo la Via delle Miniere, lungo il torrente Manna. Miniere, queste, utilizzate finanche dagli antichi Greci e poi fino al ‘700. Ma c’è anche il Sentiero dei briganti, percorso adatto solo per gli esperti di trekking, che porta fino alle alture del monte Paleparto. Da quì il panorama è stupendo: tutta la Sila, il Pollino e quell’affacciata mozzafiato sul mare Jonio della Sibaritide. A Rossano altra guida di grande esperienza è Lorenzo cara: con il suo Club Trekking ogni domenica si parte per una meta da raggiungere rigorosamente a piedi. A Corigliano fa bella mostra di sé il castello ducale, a Rossano il museo Diocesano e del Codex Purpureus. Nell’articolo consigli utili dove poter mangiare e dormire, a prezzi davvero modici. Insomma, c’è tanto da vedere nel nostro territorio. E la Sila Greca merita di essere conoscita e apprezzata in tutta Europa.

COSA FARE, QUINDI, PER RENDERE LA SILA GRECA META DI TURISTI DA TUTTO IL MONDO?

Abbiamo tutto: un mare da favola, una montagna stupenda, percorsi di trekking, arte, ottima cucina, centri storici incantevoli. Ma non riusciamo a decollare. Cosa serve? Beh, certamente grazie a interventi editoriali di tal genere si fa un bel passo in avanti. Ma occorre far conoscere la Sila Greca dal grande “pubblico” europeo e italiano. Bisogna coinvolgere giornalisti e testate giornalistiche nazionali ed europee. Così come i tuor operator e le catene di agenzie di viaggi di tutta Europa. Se un tedesco, un francese, un russo si reca in un’agenzia di viaggio del proprio Paese e chiede di essere consigliato su dove andare in Calabria, sapete cosa gli viene consigliato nel 99% dei casi? Tropea e Reggio per i Bronzi di Riace. Stop. E non è giusto. Perché c’è tutta una Regione sconosciuta ancora da scoprire. E la Sila Greca, con Rossano, Longobucco e Corigliano, è una vera e propria perla da scoprire. Ma dobbiamo fare un salto di qualità: veri corsi di guida turistica che facciano imparare alla perfezione le lingue straniere, sistema di albergo e accoglienza diffusa nei centri storici sull’esempio di Longobucco, competenza e professionalità. Pochi, ma necessari ingredienti per il rilancio, vero, di questo territorio da conoscere, vivere e amare.

Un pastore con le sue capre nella valle del Colognati

Il torrente Colognati

Sullo sfondo il monumentale castello di Corigliano Calabro

Collage delle foto pubblicate da Bell’Italia sulla Sila Greca

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