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Lavori pubblici, il dirigente in pectore ha preso confidenza con gli uffici… ma il suo nome potrebbe saltare

Ancora nessuna decisione sul professionista che dovrebbe assumere la dirigenza di uno dei settori strategici del Comune. Ma Stasi sarebbe pronto a togliere il coniglio dal cilindro

In questi giorni sarebbe stato scritto un nuovo capitolo del thriller-commedia sulla nomina del nuovo dirigente del settore Lavori Pubblici del comune di Corigliano-Rossano. Siamo alle battute finali, cresce la suspense ed ovviamente, come in ogni storia mozzafiato, c’è (o ci potrebbe essere) un finale a sorpresa: con il candidato in pectore, gradito alle alte sfere del governo civico (non dopo un lungo e acceso confronto), che da settimane aveva iniziato a far capolino negli uffici del municipio per prendere “confidenza” con il personale e con il ruolo e che alla fine – in zona Cesarini – potrebbe essere surrogato. Al suo posto si starebbe pensando ad una risorsa interna, così da superare polemiche e imbarazzi. Sarà così?

Riassunto delle puntate precedenti.

Il comune di Corigliano-Rossano, su input dell’Esecutivo Stasi, indice una selezione per l’assunzione a tempo determinato (art.110 Tuel) di una figura professionale alla guida del settore Lavori Pubblici del municipio. È il 20 dicembre 2019 e l’avviso viene pubblicato sull’albo pretorio. Al bando di selezione partecipano 14 professionisti, tra i quali anche due interni all’organico comunale.

Il 28 gennaio 2020 viene pubblicata la prima determina di ammissione e dei 14 iniziali vengono esclusi 4 partecipanti. Salvo, poi, il giorno appresso (il 29 gennaio) una nuova determina che ripesca tutti. E già qui inizia a prendere forma il thriller-commedia. Ma si va avanti. Il 12 febbraio 2020, tutti i candidati vengono convocati per una prima selezione tecnica.

Della commissione esaminatrice fanno parte il segretario generale Paolo Lo Moro, Tina De Rosis, dirigente del primo settore per le politiche sociali, ed il dirigente del settore Ambiente, Francesco Amica. Sulla presenza di quest’ultimo nella giuria valutante vengono sollevate obiezioni perché uno dei concorrenti, quello più in vista nonché quello papabile e oggi protagonista del nuovo capitolo di questa storia, Franco Castiglione, sarebbe stato suo socio in affari nella ASEA Salus, uno studio di progettazione con sede a Corigliano-Rossano. Le selezioni si tengono comunque. Dei 14 iniziali ne restano solo 6 (Franco Castiglione, appunto, Nilo Domanico, altro dei primi papabil che ha poi sollevato il polverone della polemica, Roberto Gallo, Vincenzo Gallelli, e i due interni Filomena De Luca e Cristoforo Labonia).

I sei sono pronti per un colloquio finale con il sindaco Stasi che li incontra, uno ad uno, il successivo 15 febbraio. Poi l’infuriare della pandemia ed il lockdown che ha congelato tutte le attività amministrative e politiche. Anche se sul piano delle trattative sono stati due mesi e mezzo tutt’altro che di fermo. Infatti, sulla nomina del nuovo dirigente dei Lavori Pubblici pende un veto che è quello del “campanile” per il quale il responsabile di questo settore deve essere espressione dell’area coriglianese, quasi a voler suggellare una sorte di supremazia territoriale all’interno di un comune in cui cittadini il 28 ottobre del 2017 avevano deciso di vivere tutti insieme, facendo cadere il fatidico lenzuolo che oniricamente li separava e accantonando quelle inutili supremazie del nulla che negli ultimi 50 anni hanno solo prodotto danni abnormi al territorio.

Ma evidentemente la lezione non è servita e ancora oggi si continua a ragionare con questi paletti mentali e politici. A scoperchiare il vaso di Pandora, lo dicevamo, è stato Nilo Domanico, uno dei 6 candidati finalisti, con un curriculum di tutto rispetto e che ambiva (in realtà può ancora farlo) al posto di dirigente. Per lui – a suo dire – una sola preclusione: essere nativo di Rossano. (leggi anche Una città che sembra sempre più una riserva indiana, dove i capi tribù si spartiscono lo scalpo).

Il dirigente papabile che si aggira tra gli uffici con la “benedizione” dei coriglianesi

Ma tant’è – e ritorniamo a parlare dell’oggi – che nei giorni scorsi (il 16 luglio) il sindaco Stasi, che dalla giacca proprio non vuole essere tirato, emana un decreto dove riordina gli incarichi dirigenziale. Lo comunica alla stampa e alla città. Chi in quella occasione si aspettava l’annuncio urbi et orbi del nuovo dirigente, ne resta deluso. La rimodulazione è, di fatto, una conferma dei precedenti incarichi ed il settore Lavori Pubblici viene affidato ad interim al dirigente dell’Urbanistica, Giuseppe Graziani.

E forse non è un caso che proprio dal giorno in cui il primo cittadino ha emanato il decreto sulle dirigenze, nelle stanze del comune non si vede più circolare l’ing. Franco Castiglione, colui che – voci insistenti – volevano prossimo a guidare proprio i Lavori pubblici proprio con la “benedizione” dell’ala coriglianese della maggioranza di governo.

Si dice che lo stesso Castiglione già da tempo, da qualche giorno dopo la fine del lockdown, avesse iniziato a bazzicare tra gli uffici del municipio per prendere contatti con i dipendenti di quello che sarebbe potuto (o potrebbe ancora) diventare il suo ufficio dirigenziale. Perché per lui la determina d’assunzione a tempo determinato era bella che pronta e mancava solo la firma del sindaco.

Ma Stasi potrebbe superare impasse e polemiche togliendo un doppio coniglio dal cilindro

Arriverà? Questo non lo sappiamo. Qualcuno sostiene che il primo cittadino stia aspettando l’approvazione del consuntivo (entro fine mese) prima di procedere ad una nuova assunzione altri, invece, sono convinti che  il confronto serrato, in cui non manca nemmeno qualche mal di pancia, stia andando avanti e che Stasi possa aver pronto addirittura un piano B e – clamorosamente – anche un piano C: in tutte e due i casi sarebbe una sorta di armistizio volto a superare impasse e polemiche dentro e fuori la maggioranza.

Il piano B, che al momento potrebbe essere quello più attendibile, porterebbe ad una risoluzione interna con la scelta di uno tra Filomena De Luca e Cristoforo Labonia (entrambi hanno partecipato alla selezione) alla guida del settore dei Lavori Pubblici. Così si smorzerebbero anche le becere beghe da campanile.

Il piano C, invece, è quello più fantasioso ma comunque reale (perché le vie della politica sono infinite ancora più infinite di quelle che portano al Signore!). Nelle possibilità adottabili dal sindaco, infatti, c’è quella di annullare la selezione (non era tenuto a farla) e di procedere ad una chiamata diretta (l’art.110 Tuel glielo consente). Sì, ma la chiamata diretta di chi? Di nomi sulla piazza ce ne stanno tanti e anche di un certo rilievo per poter ricoprire un ruolo dirigenziale così delicato e importante per un nuovo Comune che deve pianificare da zero tutto l’impianto delle infrastrutture pubbliche. E perché no, si potrebbe pensare anche alla mobilità di ruoli dirigenziali da altri enti o addirittura ad un accordo di collaborazione con altro ente fino ad espletamento di concorso. Idea folle? Proprio per niente! Perché, in via assoluta e definitiva, questa – al punto di impantanamento in cui è arrivata la storia – sarebbe la chiave di volta per mettere a tacere tutte le polemiche e le beghe interne alla maggioranza. Ma anche per attingere dal vasto bacino dell’Amministrazione pubblica dove ci sono professionisti di un certo spessore che potrebbero dare un contributo più che valido. Il vero problema sarebbe a convincerli a sposare questa causa!

Insomma, al momento rimane tutto in “work progress” in attesa del prossimo consiglio comunale per l’approvazione del consuntivo di bilancio. Forse in quell’occasione ne sapremo di più. Certo è che la Città ha bisogno di una figura dirigenziale esperta che sappia coordinare quello che dovrà essere il “cantiere Corigliano-Rossano”. Speriamo sia così!

mar.lef.


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