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Lavia: «Situazione sanitaria frutto di criticità diffuse e di una cattiva gestione complessiva»

Il Segretario provinciale della Cisl Cosenza: «Cotticelli indifendibile, ma ci sono altre responsabilità; ora individuare soluzioni da mettere in atto con assoluta urgenza»

In prima linea, il personale sanitario fa di tutto per fronteggiare l’emergenza.

«Cotticelli, ingiudicabile ed incommentabile nella sua tragica improvvisazione – afferma Giuseppe Lavia, Segretario generale dell’UST Cisl di Cosenza –, non è l’unico ad avere responsabilità per il disastro sanitario della Calabria.

Nonostante l’ex Generale ne fosse ignaro, con il Decreto del Commissario ad acta n. 91 del 18 giugno 2020 è stato approvato il Piano Anticovid Regionale di cui al “Documento di riordino della rete ospedaliera in emergenza Covid-19 – art. 2 del D.L. 34/2020”.

Il Piano, sulla carta “finalizzato a fronteggiare le emergenze Covid-19 e, soprattutto, gli eventuali accrescimenti improvvisi della curva epidemica”, prevedeva – prosegue Lavia – una serie di interventi di dettaglio per raggiungere alcuni obiettivi, fra i quali complessivi 280 posti letti di T.I.  e 136 posti di terapia sub intensiva, indicando in 146 la dotazione di posti letti di T.I. disponibili a giugno, dato che non trova riscontro nella realtà. 

Nello stesso Decreto del Commissario ad acta (DCA), si “fa obbligo ai Commissari Straordinari di Asp ed AO di attuare quanto previsto nell’allegato A, indicando nelle tabelle ulteriori allegate le risorse finanziarie e strumentali da utilizzare”. È evidente che si è verificato un vero e proprio cortocircuito e che i Commissari dell’ASP e dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza hanno parte di responsabilità per la mancata attuazione degli interventi. Così come si registrano ritardi nelle procedure di gara in capo al Commissario Unico Arcuri.

Nel piano di cui al DCA n. 91 del 18 giugno si parlava anche l’attivazione di 34 posti letto complessivi per ogni AO, ossia il raddoppio dei posti letto attuali di terapia intensiva e 28 posti di terapia sub intensiva. Per l’ASP di Cosenza, dovevano essere realizzati 18 posti letto di T.I. aggiuntivi, tra i quali 6 a Castrovillari, 6 a Rossano, 4 a Paola e Cetraro.

Lo stesso Piano prevedeva in maniera dettagliata, in ragione del confronto avvenuto con il Dipartimento Salute della Regione e con le Direzioni delle Aziende del S.S.R., anche quali posti letto ordinari dovevano essere trasformati in posti covid nelle strutture ospedaliere. Cosa è stato fatto? Nulla. E ci sono pazienti ammassati in Pronto Soccorso.

Sul versante del personale, inoltre, il Piano prevedeva per le terapie intensive l’assunzione di 11 medici, 24 infermieri, 12 OSS per l’ASP di Cosenza e, per le terapie intensive dell’AO, 20 medici, 45 infermieri, 23 OSS. In totale, le risorse assegnate per queste assunzioni ammontano a 1.525.000 euro per l’AO di Cosenza e 823.000 euro per l’ASP.

Le strutture commissariali a tutti i livelli – sottolinea il Segretario generale della Cisl cosentina – non sono esenti da responsabilità. In tutto questo, in condizioni proibitive, in prima linea, i nostri medici, i nostri infermieri, il personale sanitario fanno di tutto per fronteggiare questa emergenza, prime vittime, insieme ai cittadini, di disfunzioni ed inefficienze diffuse. E se per aprire a Rossano un laboratorio finalizzato a processare i tamponi si assiste a gravi ritardi, e bisogna attendere 10 giorni per l’esito di un tampone, mentre il personale del laboratorio della AO di Cosenza, l’unico della Provincia, è sottoposto a turni non umanamente sopportabili, assistiamo alla incontrollata proliferazione di centri privati che fanno affari d’oro con i test rapidi.

Occorre cambiare pagina, assicurando alla guida di ASP ed AO profili di assoluto valore professionale, competenza e indipendenza. Oggi regna il caos e c’è una corsa contro il tempo per realizzare i posti letto di cui parla l’Ordinanza del 10 novembre del Presidente f.f. Spirlì. Le linee di comando non funzionano e ci sono Direttori sanitari non all’altezza di simili emergenze. Emergono in generale – conclude il Segretario provinciale della Cisl di Cosenza – responsabilità non solo per ciò che non è stato fatto in questi mesi, ma anche per quello non è stato fatto negli ultimi quindici anni. Ora è tempo di individuare soluzioni da mettere in atto con assoluta urgenza».


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