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l’Ato Cosenza non paga i debiti: prepariamoci a un’emergenza rifiuti epocale

La tesoreria del Comune di Cosenza non ha ancora saldato le vecchie fatture. La Ekrò pronta a chiudere i cancelli di Bucita da lunedì 31 agosto

rifiuti

La questione rifiuti nella Sibaritide è arrivata a quel punto che in gergo si definisce cul-de-sac. Siamo in un vicolo cieco, nel più profondo del tunnel. E di soluzioni immediate, almeno per il momento, sembrano non essercene.

L’Ambito territoriale ottimale di Cosenza, il gruppo di comuni della provincia che si occupa della gestione dei rifiuti, non ha ancora saldato, nemmeno parzialmente, il cumulo di debiti con i fornitori dei servizi. E tra questi c’è anche la Ekrò, l’azienda che gestisce l’impianto consortile di Bucita. Che nonostante le diffide e le minacce di chiusura dei cancelli (che si concretizzeranno a breve) non ha ricevuto il becco di un quattrino.

I problemi di fondo sono due. Il primo: i soldi versati dai comuni della provincia nella cassa del Comune di Cosenza, per la partita di giro che il municipio bruzio avrebbe dovuto fare per pagare i servizi, sono spariti. Sono stati spesi per altro. E questo lo ha certificato la commissione straordinaria che sta rimettendo a posto i conti del comune capoluogo dopo la dichiarazione di dissesto.

Il secondo: dopo le dimissioni di Marcello Manna (sindaco di Rende) dalla presidenza dell’Ato Cosenza, le redini del consorzio sono state affidate ad un nuovo commissario . Che a detta dei dirigenti di Ekrò, dal suo insediamento ad oggi non ha fatto nemmeno un colpo di telefono al gestore per sapere come andassero le cose. Ma non è questo il punto. Al momento il dato più grave è che l’Ato Cosenza, oltre che di un presidente, è privo anche di un responsabile unico del procedimento (RUP) colui che, in pratica, periodicamente dovrebbe rendicontare ai fornitori che, a loro volta, dovrebbero poi fatturare il servizio. Per effetto della gestione commissariale ancora oggi non si ha un Rup e tutte le mansioni sono state trasferite d’ufficio amministrativo del Comune di Cosenza che, ovviamente, ha tanto altro lavoro da fare prima che tenere la contabilità dei servizi dell’intera Ato Cosenza.

Tant’è che per tutti i servizi di raccolta, conferimento in impianto e smaltimento in discarica effettuati nel 2020 non c’è traccia di un solo documento contabile. Insomma (a parte Ekrò per Bucita e Calabria Maceri per Rende che hanno messo tutto nero su bianco) nessuno dei comuni ha ufficialmente traccia del traffico dei rifiuti che c’è stato da gennaio a oggi.

E intanto ci sono le aziende che rivendicano i pagamenti. Dicevamo della Ekrò, che gestisce l’impianto di Bucita e rivendica dall’Ato Cosenza e, in particolare, dall’Aro della Sibaritide con a capo il comune di Corigliano-Rossano, le ultime 4 fatture del 2019 e tutto il dovuto per il 2020. L’azienda nelle settimane scorse ha scritto ai sindaci avvisandoli che, nel caso in cui non fossero arrivati i pagamenti (anche un parte), da lunedì 31 agosto i cancelli dell’impianto tecnologico di Bucita si sarebbero chiusi. Vedremo cosa accadrà lunedì. Ma una cosa sembra certa nella costellazione di guai che girano attorno al firmamento dei rifiuti: quei soldi entro lunedì non arriveranno. A meno di (improbabili) risvolti dell’ultim’ora.

mar.lef.


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