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La sconfitta del Pd e il successo di M5S e Lega non sono affatto casuali

Salvini, Di Maio, Renzi

di Serafino Caruso

Il voto del 4 marzo ci consegna, come è normale che sia, verdetti, certezze e sorprese. A differenza di altre competizioni elettorali qualcuno che ammette la sconfitta, finalmente, c’è. In genere non è stato mai così. Ed allora partiamo dagli sconfitti. Il Partito Democratico targato Renzi fa registrare una vera e propria debacle. Sia a livello nazionale che regionale. In Calabria in tutti i seggi uninominali, tra Camera e Senato, non uno che sia un solo seggio è andato al centrosinistra. Se Renzi deve prendere atto della sconfitta e fare ammenda dei propri errori (cosa che difficilmente farà), il segretario regionale Magorno deve fare altrettanto. Enza Bruno Bossio e Mimmo Bevacqua hanno ammesso che bisogna fare tesoro di questa sconfitta e riparare agli errori fatti. Renzi, invece, ha detto: “Abbiamo fatto degli errori in questa campagna elettorale”. Una sconfitta così cocente, però, non si rimedia solo per errori fatti in campagna elettorale. E’ una sconfitta non affatto casuale. La debacle renziana ha radici ben più profonde e va ricercata nel malessere diffuso nel Paese, provocato da politiche economiche degli ultimi anni lontane dalle reali esigenze del popolo. Al Pd, adesso, serve una figura nuova ed equilibrata. Una riflessione interna è imposta, comunque, anche all’interno degli altri partiti. Renzi, adesso, annuncia le dimissioni e invita Lega o 5 Stelle a governare. Ben sapendo che non sarà possibile, se non grazie a convergenze sui programmi o su alcuni pochi punti da approvare. Compresa una nuova legge elettorale, perché il Rosatellum bis, voluto fortemente proprio da Renzi, ad oggi non può offrire garanzie di stabilità al governo del Paese.

TROPPO FORTE IL M5S, MA RAPANI E AIELLO HANNO PAGATO GLI ERRORI DEI PARTITI
camera

I candidati all’uninominale Camera Calabria 02

Forza Italia conferma di non essere in buona salute, anche se tiene. Superata, a livello nazionale nella coalizione, addirittura dalla Lega, è la conferma, però, che gli inciuci e i patti del Nazareno non ripagano. A livello locale nel collegio camerale il candidato Ernesto Rapani non è riuscito nell’impresa di ostacolare il vento del cambiamento e del voto di protesta. Ad oggi, con ogni probabilità, non ci sarebbe riuscito nessuno. Il centrodestra coriglianese e rossanese, comunque, non sono più quelli dei primi anni duemila. In vista delle elezioni del futuro comune unico Corigliano-Rossano o si fa una seria riflessione interna o si rischia di costringere gli elettori a rivolgersi altrove. Ferdinando Aiello ha pagato errori non suoi, ma del suo partito. Soprattutto quello di candidarlo, in qualità di vittima sacrificale, in un collegio non “suo”. Il vincitore del collegio è risultato Francesco Sapia: cinque anni di opposizione sugli scranni del consiglio comunale di Corigliano lo hanno aiutato a costruire una candidatura meritata. Obiettivamente non era difficile, in questo contesto generale e nazionale, riuscire ad avere la meglio sugli altri candidati.

ADESSO CHI GOVERNA? SI PROFILA UN GOVERNO DEL PRESIDENTE E POI DI NUOVO AL VOTO

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

I veri vincitori, come abbiamo visto, sono Movimento 5 Stelle e Lega-Noi con Salvini. I primi hanno sfiorato l’impresa, i secondi sono il primo partito del centrodestra. Si, ma adesso? Di Maio dice che non vuole fare alleanze con nessuno ed auspica un governo 5 Stelle che ottenga il sostegno delle forze politiche su alcuni punti programmatici individuati prima. Lo stesso dice Salvini. Un rebus non facile, per il Capo dello Stato Mattarella. Non restano che le intese. Con ogni probabilità Mattarella affiderà, alla fine, un incarico a termine. Ad ogni modo, chiunque vada, tenga bene in mente un elemento fondamentale: gli errori si pagano a caro prezzo. E in questa tornata ne abbiamo avuto la prova.

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