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La Santelli ha ragione: la Calabria deve vincere la sfida turistica

Il pericolo per la Calabria è ormai scongiurato. Abbiamo le carte in regola per sconfiggere la paura e ripartire prima di tutti

Le epidemie sono da sempre una selezione naturale, un po’ come le crisi che possono sprigionare delle forze sconosciute. La Calabria, all’indomani della prima ondata da Covid 19, ha una possibilità storica di implementare la sua attrattiva turistica.

Come? Affrontando la paura. La Calabria – per quanto possano dissentire Cassandre e catastrofisti – è tra le regioni meno colpite a livello europeo e deve avere il coraggio di attrarre i forestieri, non respingerli come inconsciamente stiamo facendo sui social e nelle battaglie tra simpatizzanti politici.

Il Presidente Jole Santelli in linea di principio ha ragione. Chi, in questo momento, scende da noi – ed è un dato di fatto – può prendere solo chili e non batteri. Ridiamoci su perché è la realtà.

La Calabria viaggia a 0 contagi al giorno; i virus respiratori- lo dice qualsiasi manuale di medicina – perdono vigore ad una determinata temperatura, il Covid ha perso la sua forza rispetto a marzo, tanto che la media dei giorni di ricovero si è dimezzata. Nel resto d’Europa nazioni come Croazia, Grecia e Albania si stanno sfregando le mani perché possono approfittare del kappaò assestato al turismo marittimo di Spagna e soprattutto Italia.

Ma non guardiamo solo fuori dai confini nazionali: il Veneto sta riaprendo le discoteche. Politica, Istituzioni, Amministrazioni, cittadini mettano da parte i distintivi da sceriffi e si diano una mossa per un’oculata pubblicità di questa terra che ha tutto per attrarre gli indecisi.

È urgente decidere se vale la pena reagire, assumendosi un rischio, o rimanere nell’angolo e nella paura con la possibilità, quella sì scientificamente dimostrata, che sbattere la porta in faccia ai villeggianti significherebbe la morte di un comparto.

Tornando al Presidente Santelli nella sua foga di tornare alla normalità aveva ragione: non c’è stata nessuna impennata di contagi, la Calabria non si è trasformata in un lazzaretto. Se ci avesse ancora preso invitando i lombardi?

di Josef Platarota


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