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“La Rossano che vuoi” protesta contro la nuova legge urbanistica regionale

di REDAZIONE

la calabria che vuoiIl coordinamento locale de “La Calabria che vuoi“, in un recente comunicato stampa, mette in luce tutti gli eventuali e disastrosi effetti derivanti dall’approvazione della nuova Legge Urbanistica e ricadenti sui comuni non ancora in possesso di un Piano Strutturale Comunale o Associato.
«Ad eccezione delle zone A e B, sostanzialmente già urbanizzate nella loro totalità – si legge – tutte le aree delle altre zone, C compresa, già più che parzialmente urbanizzate, edificate ed abitate, ritorneranno ad essere terreni con destinazione agricola. Evidenti e potenzialmente micidiali le conseguenze. Sia per i privati cittadini, che dopo aver sempre pagato l’Imu per terreni in origine edificabili vedrebbero adesso ridursi vertiginosamente il valore dei propri appezzamenti, sia per i Comuni, che dovrebbero far fronte ad una sostanziale riduzione di entrate dall’Erario.
Ma le implicazioni sono anche altre, riguardanti l’organizzazione del territorio: in alcune zone ad oggi si riscontra un’espansione urbanistica disomogenea, con aree abitate circondate o inframezzate da suoli che tornerebbero agricoli, e perciò teoricamente idonei ad ospitare ad esempio allevamenti zootecnici suini, con l’inevitabile impatto ambientale negativo e la conseguente discontinuità di servizi pubblici.
Alla luce di tutto ciò, appaiono mere e vuote affermazioni di principio le parole spese dell’assessore regionale all’urbanistica Rossi per presentare la nuova Legge: piuttosto, chiediamo che si badi alla concretezza, adottando il metodo giusto ed opportuno, per tutelare cittadini e Comuni. E poiché, come ha detto lo stesso presidente Oliverio, la Legge Urbanistica non è da intendersi come Bibbia, lanciamo l’invito a voler rivedere e correggere subito gli aspetti critici del Testo, per risparmiare ai nostri territori una nuova beffa urbanistica».

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