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La Provincia “chiude” i bar nelle scuole: i gestori sono sul piede di guerra

Sono 41 le attività “bloccate” su tutto il territorio provinciale. La provincia nelle linee dell’emergenza covid ma non si escludono proteste eclatanti

Tra le novità che hanno accompagnato l’avvio dell’anno scolastico sotto il segno dell’emergenza covid c’è ne una che sta mettendo in difficoltà la categoria dei ristoratori scolastici. Il dirigente del settore bilancio, programmazione e patrimonio, con una disposizione del 22 settembre scorso, ha “bloccato” i bar in concessione che operano all’interno degli istituti scolastici di secondo grado fino al 31 dicembre prossimo.

Le motivazioni sono da ricercarsi nelle diverse restrizioni imposti dalla normativa nazionale vigente contro il diffondersi del covid. In buona sostanza, la provincia di Cosenza ha fatto nelle scuole tutto il contrario di quanto fatto dalla Regione nel giugno scorso: c’è il Covid e si chiudono i bar nelle scuole. Nulla osta, se questo fosse un provvedimento che interesserebbe tutte le scuole superiori della Calabria. E invece no, la disposizione rimane circoscritta alla sola provincia di Cosenza.

E questo ha fatto andare su tutte le furie i 41 gestori delle attività di ristorazione. Non solo perché le attività rimangono chiuse ma soprattutto per la seconda comunicazione fatta pervenire dalla Provincia di Cosenza alle scuole con la quale si demanda ai dirigenti “l’opzione” di riaprire o meno le attività ristorative all’interno degli istituti. Ovviamente, la responsabilità su eventuali contagi che dovessero scaturire per colpa dei bar sarebbe dei dirigenti, che in questo particolare hanno ovviamente altri e maggiori problemi.

Una posizione che i ristoratori, molti dei quali vivono solo di queste attività, non hanno gradito. «Siamo da otto mesi che non lavoriamo – ci fanno sapere – e nessuno si interessa di noi e delle nostre famiglie». Il giro di vite attorno alle attività ristorative nelle scuole è di circa 800 persone, comprese famiglie e dipendenti. «È una situazione insostenibile – aggiungono – e purtroppo a breve saremo costretti a passare dalle parole ai fatti con azioni eclatanti».


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