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La partita a scacchi delle Comunali di Corigliano-Rossano. Tutti guardano al civismo. Anche Forza Italia e PD

 

Quella delle elezioni comunali di Corigliano-Rossano, in programma (se tutto va bene) nella primavera 2019, è una partita a scacchi su una scacchiera infinita. Con tanti cavalli, numerose torri, un bel po’ di alfieri, che fanno la spola al di qua e al di là del Cino per tessere alleanze, ed un’infinità di pedoni. Di re e di dame che potrebbero guidare coalizioni ed ambire alla carica di primo cittadino, però, ce ne stanno pochi, al momento pochissimi. E per avere un quadro definito probabilmente ci vorrà la fine dell’inverno.

Dunque, una stagione fredda che sarà riscaldata da rumors e strategie che alla fine dovrebbero partorire la schiera di candidati. Al momento, a parte i soliti nomi (più o meno noti) e qualche fuga in avanti, alla luce c’è davvero poco ma non nulla. C’è, sicuramente, un dato chiaro ed inconfutabile che, a quanto pare, metterebbe d’accordo proprio tutti: la virata generale verso il movimentismo civico. La politica, vecchia e nuova, pare abbia deciso, almeno per ora e almeno per quanto riguarda le amministrative, di archiviare la fase dei partiti.

LA SVOLTA CIVICA DI FORZA ITALIA

Persino Forza Italia, muovendo la sua prima pedina sulla scacchiera, sull’asse Corigliano-Rossano ha dichiarato la svolta civica. «Preso atto del gravoso impegno nel definire le fondamenta della Città Unica, si ritiene necessario coinvolgere tutte le realtà civiche affini ai valori del partito azzurro». Sono le parole di Gioacchino Campolo, coordinatore forzista di Corigliano. Una voce autorevole nella casa dei berluscone’s ionici. Che poi aggiunge, con un commento laconico: «Il momento è delicato ed ora più che mai serve una Politica (la “p” maiuscola è un suo inciso, ndr) in grado di dialogare e di fare sintesi». L’esperienza del Movimento 5 Stelle ha fatto scuola ed è servita da lezione ai partiti italiani figli della seconda Repubblica. Anche sul piano prettamente locale. «Nel solco del centrodestra, si lavorerà alla costruzione della nuova Corigliano-Rossano con proposte concrete e figure che rappresentino la società civile, in netta discontinuità con le passate esperienze di Governo». Parole chiarissime e lucidissime. Ma saranno anche un monito per chi ha già avanzato pretese? Campolo, di fatto, chiuderebbe (anche se con sacrificio) ad eventuali candidature a sindaco di “volti noti”: dirette, parentali e anche di affini. E Campolo non è uno qualunque, dacché – da quanto se ne sa – è uno dei generali forzisti fidati in Calabria, vicinissimo al duo Occhiuto-Santelli. Vedremo quali saranno le dinamiche.

PARTE DEL PD GUARDA CON INTERESSE A PROMENZIO

Ma Forza Italia non sembrerebbe l’unica forza politica storica a rinunciare ai propri vessilli in nome di un rinnovamento civico che, d’impatto, sembrerebbe solo di facciata e che poi bisognerà testare nel concreto delle azioni. Dicevamo, Forza Italia non sarebbe l’unica. A guardare al civismo, anche se con più “timidezza”, è anche il Partito Democratico. In questa direzione, a Corigliano-Rossano, sul fronte bizantino, la novità del momento è che ci sarebbe una mini fronda del partito democratico, quella popolare e vicina all’ex Primo cittadino, Stefano Mascaro, a sposare la linea civica proposta da Gino Promenzio. L’ortopedico pediatrico, in odore di candidatura a Sindaco per la nuova città (ancora non lo ha ufficializzato ma molti lo vogliono già a lavoro per costruire una coalizione), piace agli ambienti democrat, soprattutto a quelli cosentini, che avrebbero mandato i loro uomini del posto in avanscoperta per tessere una trattativa. Pare che ad aver abboccato un primo tentativo di dialogo siano stati l’ex assessore Nicola Candiano, uomo di stretta fiducia proprio di Mascaro, e l’ex consigliere comunale Teodoro Calabrò. Insomma, un buon assist per Promenzio, già militante di spicco dei movimenti giovanili di sinistra nella sibaritide, che, in realtà, incarnerebbe perfettamente il profilo politico dell’area popolar-democratica.

 

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