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La nuova Primavera della Rossanese: giovani, appartenenza e calcio sostenibile

La Rossanese è molto vicina a raggiungere il tanto ambito premio in denaro di 9.000 euro per il “Progetto Giovani”

DI JOSEF PLATAROTA

Lo “Stefano Rizzo” come isola felice o, meglio ancora, come laboratorio di un calcio sostenibile, senza la pressione del risultato, mettendo al bando i passi più lunghi della gamba. Una società giovane e presieduta da Fabio Abbruzzese che quest’anno si è arricchita di figure conosciute in tutto il panorama calcistico italiano come Gianni Beschin, ex arbitro internazionale e con un passato dirigenziale nel Cosenza e nella Spal.

A dividersi tra le magie in campo e i colpi dietro la scrivania è Giuseppe Sifonetti, gloria del calcio a tinte rosso e blu. I tifosi della Rossanese ricordano ancora quel piccolo under lanciato da Mauro Zampollini con il sinistro magico che faceva stropicciare gli occhi prima di prendere il volo verso il professionismo.

Sifonetti è tornato a casa la scorsa stagione e quest’anno ha iniziato la sua avventura nei quadri dirigenziali ionici. Il primo grande risultato, salvo sorprese, arriverà tra pochi giorni con il “Progetto Giovani”: una classifica speciale di tutti gli under della Promozione redatta nelle ultime 12 giornate con in palio 9.000 euro,  in cui la Rossanese risulta essere prima e difficilmente raggiungibile.

«Sarebbe il coronamento di un lavoro partito quest’estate – sottolinea con orgoglio Sifonetti – quando decidemmo di puntare sui giovani. Abbiamo creduto nei nostri ragazzi e siamo contenti di averli visti sbocciare. Ho iniziato questo ruolo con tanta passione e devo ringraziare la dirigenza per non essere mai stato lasciato da solo. La nostra grande soddisfazione è quella di plasmare prima di tutto uomini che abbiano a cuore questi colori e che siano dei professionisti. Su questo punto, fondamentale è stato il contributo di Gianni Beschin. I ragazzi – conclude il centrocampista e dirigente bizantino – sono stati fantastici, bravi a seguire le direttive dei più grandi e del nostro mister».

Proprio il giovane allenatore Luca Aloisi, rossanese purosangue, non ha potuto nascondere l’orgoglio del progetto della squadra della sua città: «Da Luglio abbiamo scommesso sul capitale umano del nostro territorio. Ogni domenica in campo scendono ragazzi di Corigliano Rossano, e lo fanno con passione e con serietà. La Rossanese non fa follie e sa come valorizzare le risorse che ha a disposizione. Basti pensare che abbiamo in rosa elementi della categoria Allievi, parliamo di 2002 e 2003 che hanno portato in alto i nostri colori. Oggi possiamo dire che il nostro progetto è stato portato a termine».

La Rossanese dei giovani, quella che trasmette i valori di una città che ha sempre avuto nel calcio uno degli amori più belli ma anche più tormentati. Qualunque sia il nome, quando una formazione scende in campo con il rossoblu i battiti dell’appartenenza scandiscono le vibrazioni dello “Stefano Rizzo”. La speranza – che non rimanga solo una chimera – è che a fianco di chi, nella sostenibilità dello sport sta creando un progetto, si uniscano altri imprenditori per riportare la Rossanese dove la sua storia l’impone di essere.


 

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