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La moria dell’editoria jonica, la corresponsabilità delle masse e della politica

La Sibaritide tra carta stampata ed emittenti radio televisive brillava nel contesto regionale per numero di presenze. Era da ritenere una terra di pionieri, come non ricordare l’allora Tele Rossano che fece da apripista ad attuali colossi della tv meridionale, o Radio Rossano Centro che godeva di palinsesti con speaker provenienti da oltre regione, pur contando su professionalità nel territorio di indubbia e spiccata qualità, di cui scriverò in un apposito editoriale. Quante radio sono state costrette a chiudere nel tempo (Radio Tir, Radio Rossano Centro, Blu studio, Radio Gamma, Radio Antenna Uno, Radio Luna, Radio Cariati centrale, Radio Grenn, Radio Longobucco, etc etc) perché non hanno retto il peso del prelievo fiscale: tasse di concessione,  obbligo di assunzioni con relativa previdenza, voluminosa pressione tributaria. Emittenti strozzate dallo Stato che rappresentavano un momento di democrazia, di partecipazione, di coinvolgimento. Poi l’intervenuta crisi economica che ha colpito il commercio e una certa mentalità dedita al “forestiero” che tende a non dare valore ad iniziative imprenditoriali locali. Tante le componenti da sottoporre ad analisi e approfondimenti. In pochi hanno retto l’urto. Di recente anche la storica Tele Rossano, poi divenuta Tele A 57 ha ceduto le frequenze, nel silenzio di noi tutti come avvenne per le radio del passato o per periodici di indubbio valore. Come non ricordare la celebre Tele Capo Spulico di un tempo successivamente assorbita da imprenditori cosentini. Oggi reggono nel panorama locale solo Tele Libera Cassano e Tele A 1 Corigliano.

LA MORIA DELL’EDITORIA JONICA

Quando muore una testata giornalistica nessun sentimento si eleva né a difesa né quale atto di sensibilità al tema, prevale l’indifferenza totale. Quel silenzio connivente anche da parte di chi quelle “telecamere” le ha volute o usate così come radio o periodici che costituivano una cassa di risonanza dei messaggi da veicolare, talvolta propositivi tal altra di denuncia.  E’ venuta meno la reazione delle comunità e, di conseguenza, si è rivelata inadeguata anche la classe politica (abituata a sostenere le iniziative dal basso solo quando diventano di massa) propensa più ad avere città spente che pensanti. L’avvento di internet ha in parte sbaragliato tale modo di agire di una certa politica che vuole le menti ingessate. La presenza di siti e blog, dei vari social consente la diffusione delle opinioni e delle idee, che però hanno origine sempre da una notizia. E per la divulgazione delle stesse è necessaria la presenza di una testata giornalistica, possibilmente con editori del posto. D’altronde anche la recente proposta di legge, poi tramutata in legge, che ha costituito la nuova città Corigliano Rossano è la dimostrazione plastica di come certa editoria estranea al territorio si sia posta contro tale progetto. E si può pensare che sia un caso? Siamo lontani dai grandi sistemi, e vi siamo piegati. Le Tv regionali sui canali d’eccellenza del digitale terrestre fanno capo ai cinque capoluoghi di provincia. Di jonio cosentino non vi è traccia, eppure ora siamo la terza città della Calabria. C’è quindi bisogno di editoria del posto, che creda nel proprio territorio e ne sostienga le ragioni. Chissà con la fusione si possa aprire una qualche prospettiva in questa direzione, seppure siano tempi duri per tutti. Chi ci ha provato negli anni ne è uscito economicamente (e non solo) distrutto, chi tenta di provarvi se guarda al passato si demotiva, i più ottimisti animati da passione guardano ai services tentando di dare visibilità al comprensorio su scala regionale. Purtroppo, anche su questi argomenti, abbiamo una classe politica sorda, cieca, poco lungimirante, propensa ad elemosinare spazi altrove senza capire che vi sarebbero le condizioni per creare qualcosa di proprio. Manca un progetto editoriale mediatico proporzionato ai tempi, innovativo, tecnologicamente all’avanguardia, plurisettoriale. Da soli non ci si riesce, occorre fare squadra e soprattutto crederci. In molti chiedono visibilità senza rendersi conto che la stessa produce dei costi in capo a privati.  E il mercato non aiuta granché in questa direzione. L’editoria, dunque, è un vettore della società importante, è veicolo di interscambio culturale, di sviluppo e di crescita. E, in quanto tale, non può essere considerata una problematica di pochi, ma di tutti.

Dall’Eco dello Jonio parte un messaggio di riflessione sul tema dell’editoria e dell’informazione. Una testata presente sul territorio da oltre quattro anni, grazie ai contributi giornalistici di figure come Giuseppe Passavanti, attuale alto dirigente del Comune di Rossano. E’ con lui che nasce l’Eco dello Jonio. Dal collega Luca Latella al comunicatore Lenin Montesanto. Tutte persone che hanno dato impulso a questa iniziativa editoriale, per poi proseguire con l’attuale direttore Serafino Caruso e lo staff composto da giovani giornalisti a cui va il merito di operare e di continuare a credere in un territorio dalle poche speranze.

EDITORIALE DI MATTEO LAURIA 

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