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La misura è colma! Il sindaco Geraci impari l’educazione

GIUSEPPE-GERACILa misura è colma: ora basta! Siamo stati eccessivamente rispettosi e tolleranti nel tempo soprattutto per il rispetto che nutriamo nei confronti delle cariche pubbliche che alcuni soggetti rappresentano. Ma adesso abbiamo l’impressione che il Sindaco di Corigliano abbia perso il senno della ragione, altrimenti non si spiega l’atteggiamento insistente contro la nostra redazione.
In una prima fase, avevamo accolto la richiesta di un confronto pubblico con l’amministrazione comunale di Corigliano sui temi a essa più cari.
Avevamo anche suggerito di allargare l’invito ad altre testate e a tutti i cittadini, magari in una piazza-salotto, in segno di trasparenza e di partecipazione alla vita democratica.
Avevamo accettato pubblicamente e ne avevamo dato comunicazione all’interno dell’ultimo numero de L’Eco dello Jonio. Tutto questo perché amiamo il confronto, perché siamo sicuri di ciò che scriviamo e non abbiamo nulla da temere. Anzi, avevamo considerato l’iniziativa stimolante. Eppure il Sindaco di Corigliano, per toni e modi, continua a distinguersi per volgarità.
Venerdì 10 giugno del 2016, alle ore 10.38, mentre le 24 pagine erano in fase di ultima revisione prima di essere inviate in stampa, giunge una nota a firma del Sindaco che si sovrappone a una precedente già inserita in pagina, redatta e diffusa dal Suo comunicatore di fiducia dai soliti toni offensivi, volgari e indegni per la carica che ricopre. Da sottolineare la malafede del comunicatore di fiducia, già con ruoli e funzioni all’interno di questa redazione, che ben conosce gli orari di lavoro e le scadenze settimanali per l’invio alla tipografia. Nonostante tutto, egli continua a trasmettere le sue note sotto la voce “diritto di replica” quando il giornale è prossimo alla rotativa. Eppure di tempo, considerato che si tratta di un settimanale, ne avrebbe a disposizione! Atteggiamento quello del nostro tanto maldestro quanto subdolo, ma non è una novità. Il soggetto in questione si distingue anche in questo.
Egr. Sig. Sindaco, Le rammentiamo che la Sua è una carica pro tempore, Le ricordiamo quando nella fase pre elettorale elemosinava spazi sulla stampa per avere visibilità. Ora, che è divenuto Sindaco, si gonfia come i rospi per apparire più grande e minaccioso. Le diciamo tranquillamente che si dovrebbe vergognare per il modo con cui si relaziona al corpo redazionale. E non solo al nostro, ma anche a tanti altri colleghi ai quali va la nostra solidarietà. E chi è ancora più ingiustificabile è colui il quale redige e diffonde tali note: a lui è demandato il compito di fare filtro, invece, puntualmente, viola la deontologia professionale utilizzando un linguaggio che, nella comunicazione istituzionale, è inammissibile. Fortunatamente, questo piccolo “figuro” lo conosciamo abbastanza bene, è solito attribuire lo stesso linguaggio ad altri pochi sindaci del territorio ai quali in qualche caso ha finanche attribuito contenuti e fatti mai accaduti.
Ci dica Lei, Sig. Sindaco, in che atmosfera si potrebbe svolgere un confronto, dove essere tra l’altro Suoi ospiti, quando scrive di noi: «Continua il maniacale tentativo di delegittimazione dell’Amministrazione Comunale di Corigliano messo in atto da editore e redazione del settimanale rossanese distribuito gratis in qualche bar dell’area urbana. Senza alcun rispetto, né etico né legale del diritto di replica correttamente esercitato da un’istituzione pubblica, si coglie ogni occasione per snaturare notizie e perfino rettifiche».
Ci dica Lei, Sig. Sindaco, se è possibile confrontarsi con persone che etichettano gli articoli di giornalisti iscritti all’Ordine professionale come «solite congetture paranoiche che distinguono e qualificano la testata in questione».
Ci dica, Sig. Sindaco, dove e quando è stato calpestato il diritto di replica e/o di rettifica? Le confessiamo che iniziamo a nutrire severi dubbi circa la lucidità di chi scrive le note a Sua firma!
Come si può, Sig. Sindaco, parlare ai giornalisti (ma anche a qualsivoglia cittadino del mondo) con questi toni: «Affermazioni false, ingrate, penose, presuntuose o frutto di delirio».
Una persona perbene, Sig. Sindaco, ancora di più quando assolve funzioni pubbliche e di riferimento, anche a fronte di una eventuale inesattezza, risponde nel merito, non offende! Così come Lei continua a fare, con arroganza e prepotenza.
Questa caduta di stile ai limiti dell’indecenza NON CONSENTE ALCUN CONFRONTO su basi civili e democratiche. Non ci sono le condizioni. Il Suo modo di esprimersi dimostra intolleranza al pensiero diverso, al diritto di critica e di cronaca. E rievoca un vecchio sistema forse a Lei tanto caro, ma da noi distante, che non vogliamo ricordarLe.
Noi non siamo tra quelli che pensano, e sono in tanti, che Lei sia in mano al comunicatore di turno, abbiamo stima per le persone. Quel che è certo è che Lei ci mette la faccia ed è a Lei che rispondiamo, oltre ai soggetti che agiscono in concorso e che hanno già contaminato la vicina Rossano.
Un dato è certo e lo ribadiamo: saremo pronti ad ogni tipo di confronto dove e quando vorrà, ma solo quando imparerà l’educazione!

Infine, stia tranquillo, non cadiamo nella trappola di chi cerca lo scontro per sollevare polveroni al fine di distogliere l’attenzione dai veri problemi irrisolti della città. Dia risposte, possibilmente nel merito e non fumose come solitamente ama fare, non tanto su quel che ha scritto L’Eco dello Jonio quanto sull’interessante riflessione pubblicata sul blog cittadino che le abbiamo riportato per intero sull’ultimo numero pubblicato. E su cui Lei ha puntualmente glissato. Utilizzi il Suo comunicatore pagato con i soldi di tutti e chiarisca i punti contestati. Non sprechi tempo inutile a repliche che non hanno attinenza con l’interesse generale, e si guardi da chi si nutre di polemiche per meri interessi propri e fa di tutto per ledere la Sua immagine, ormai compromessa, prestando il fianco al Suo futuro successore.

La direzione de L’Eco dello Jonio

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1 Commento

  1. Comunicatore di fiducia… Semmai vi sta purgando a tutti, un adulatore della peggiore specie, infatti trova sempre i suoi simili.

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