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La “grana” dell’illuminazione pubblica: il Tar accoglie il ricorso di Spezzano

La Camera di Consiglio di Catanzaro ha sospeso la determina dirigenziale del comune di Corigliano-Rossano che ritirava l’affidamento del servizio di gestione degli impianti

Servizio dell’illuminazione pubblica, il presidente della prima sezione del Tribunale amministrativo della Calabria, il giudice Giancarlo Pennetti, con l’ordinanza N.20/2020 del 18 gennaio scorso) ha sospeso il provvedimento amministrativo con il quale il Comune di Corigliano-Rossano, nel novembre scorso, aveva ritirato il servizio alla ditta Spezzano. Un provvedimento cautelare, promosso dai legali della parte ricorrente, che è stato accolto dal Tar in attesa di entrare nel merito del ricorso che sarà discusso in udienza pubblica il prossimo 6 maggio 2020.

I giudici di Catanzaro, infatti, hanno inteso sospendere l’ordinanza comunale (la numero 194/2019) a firma del dirigente dell’area tecnica Francesco Amica, con la quale si ritirava la gestione d’appalto, dando conferma ad alcune preclusioni – messe in luce dalla parte ricorrente – che potrebbero far evidenziare, in sede di giudizio, delle sostanziali azioni illegittime da parte del Comune.

E tra queste quello che la giurisprudenza chiama “Periculum in mora”: il cosiddetto rischio di subire un danno grave e al contempo irreparabile, «attesa la necessità – scrivono i giudici nell’ordinanza – di scongiurare il verificarsi di soluzioni di continuità nell’erogazione del servizio oggetto della commessa e in ragione della salvaguardia degli interessi, anche occupazionali, correlati al suo svolgimento».

Non solo. Nel dispositivo del Tar Calabria si rileva che l’atto di autotutela del Comune è interamente fondato sulle conseguenze patrimoniali derivanti dall’acclarata, maggiore numerosità dei punti luce oggetto del servizio – con conseguente, significativo incremento del corrispettivo a carico del Comune appaltante – e che tuttavia tale presunta “modifica sostanziale” del contratto, «formando oggetto di espressa e compiuta regolazione in sede di lex specialis di gara», per un verso non sembra compatibile con il ricorso a una nuova procedura d’appalto e non sembra nemmeno legittimo il “potere di annullamento d’ufficio” della gara, adottato dagli uffici comunali.

Insomma, la “grana” dell’appalto del servizio di gestione della pubblica illuminazione sembra tutt’altro che risolta. Nonostante le rassicurazioni date dal sindaco Flavio Stasi – che evidentemente si è fidato oltremodo delle disposizioni del dirigente comunale – nel corso dell’ultimo Consiglio comunale, incentrato sul riconoscimento dei debiti fuori bilancio, che aveva detto di essere più che sicuro delle procedure adottate dagli Uffici nella sospensione del servizio alla ditta Spezzano. Per il momento, tutto è rinviato a maggio ma la decisione del Camera di Consiglio di Catanzaro la dice lunga sul fatto che probabilmente questo provvedimento è stato adottato con troppa fretta.

Il Comune di Corigliano-Rossano, ricordiamo, aveva contestato alla ditta Spezzano una lunga serie di presunte gravi irregolarità. Tra queste una “sospetta” variante in corso di contratto, che avrebbe prodotto una plusvalenza di circa 8 milioni d’euro rispetto ai 16 milioni originariamente previsti.


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