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La cultura ai tempi del Coronavirus: nasce “La panchina dei Versi”

Grazie all’idea del poeta ed editore calabrese Giuseppe Aletti nasce un festival per «combattere la solitudine, la paura e l’isolamento di questi giorni»

La cultura ai tempi del Coronavirus. Rimanere a casa non è certo pratica semplice soprattutto se fuori ci sono belle giornate – come quelle che (solo) da dietro ai vetri assolati stiamo percependo in questi giorni – soprattutto se si è giovani. Ma è necessario, indispensabile, opportuno per far sì che questo incubo finisca presto. E c’è chi, in questo tempo di quaresima religiosa ma anche sociale, pensa a come ristorare l’anima e la mente. Come il poeta ed editore calabrese, di Rocca Imperiale, Giuseppe Aletti che ha lanciato il festival culturale della condivisione del sapere “La Panchina dei Versi”, dove gli utenti potranno interagire direttamente da casa, semplicemente seguendo la pagina Facebook “Il Paese della Poesia – Il Federiciano” (www.facebook.com/ilpaesedellapoesia). Uno spazio bellissimo dove sono al bando le fake news, dove tutto è un vivere per addizioni.

«Sono giorni difficili per tutto lo Stivale – scrive Aletti – che è costretto a fronteggiare l’avanzata del Covid-19. Soprattutto in queste ore è necessario sensibilizzare le persone alla responsabilità, ma anche sfruttare nuovi canali che consentano, da una parte, di rispettare le regole del nuovo decreto sul coronavirus, dall’altra, di combattere la solitudine, la paura e l’isolamento durante questi giorni di rintanamento in casa».

«In questo tempo il dono più grande è la condivisione del sapere. Noi offriamo la nostra “Panchina dei versi” per sentirsi vicini anche a distanza». 

Cos’è “La Panchina dei versi” in dettaglio? È un festival online dove artisti, poeti, intellettuali, autori, si collegheranno da casa propria per condividere una diretta (miniconcerti, letture, lezioni) e tenere compagnia agli utenti collegati, attraverso l’arte e la cultura. La data di inizio è sabato 14 marzo.

Sono già state comunicate le prime adesioni. Ci sarà l’intellettuale libanese naturalizzato italiano Hafez Haidar, accademico emerito, professore dell’Università di Pavia, tra i principali traduttori in italiano di Gibran e candidato al Premio Nobel per la Pace. Hanno dato la loro disponibilità anche la più importante traduttrice in italiano e georgiano Nunu Geladze; il regista dei poeti Cosimo Damiano Damato, in questi giorni in libreria con il libro “L’ora X. Una storia di Lotta Continua”, scritto assieme ad Erri De Luca; il noto performer e cantante Gianluigi Esposito; il formatore Pino Suriano, presidente della Società Dante Alighieri di Matera; il chitarrista Alberto Lombardi; il regista e attore teatrale Alessandro Quasimodo, figlio del poeta Premio Nobel Salvatore Quasimodo; il poeta Giuseppe Aletti.

Ma il calendario di questo festival virtuale, che ci accompagnerà durante tutto il periodo delle restrizioni di spostamenti per l’emergenza Coronavirus, è ancora in divenire ed ha in programma altri importantissimi nomi che verranno comunicati in itinere.

Non rimane, dunque, che restare collegati.


 

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