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«La centrale Enel va smantellata a favore di un unico grande lungomare»

Pasqualina Straface e Movimento del Territorio contestano i tentennamenti del sindaco

Quale futuro per l’area ove attualmente sorge la centrale Enel di contrada Sant’Irene, situata nell’area urbana rossanese della terza città della Calabria?

Riflessioni e proposte operative sono al centro di una nota a firma del Movimento del Territorio, guidato dall’ex Sindaco di Corigliano Calabro, Pasqualina Straface.

«Il futuro della terza città della Calabria passa, inevitabilmente, da una decisione chiara e netta sull’area Enel di Corigliano Rossano. Su tale punto la nostra posizione è inequivocabile: questa gigantesca struttura deve essere necessariamente smantellata, perché è dalla sua stessa demolizione che dipende in gran parte anche la costruzione e l’edificazione corretta e non selvaggia della comunità e del territorio. Siamo fermamente contrari – dichiara Straface – a qualsiasi ipotesi di riconversione della centrale, poiché assertori non già di una soluzione pasticciata sulla questione bensì convinti che sia imprescindibile una riqualificazione della medesima area in linea con le vocazioni ambientali, turistiche e paesaggistiche del territorio. Riteniamo che sia doveroso procedere alla realizzazione di uno studio di fattibilità sull’argomento e che tutte le spese derivanti dallo smantellamento debbano essere totalmente a carico dell’Enel e non gravanti su enti e comunità locali. Riteniamo che solo con l’abbattimento di questa grande struttura si possa aprire una nuova ed attesa fase per la città di Corigliano Rossano, dando vita anzitutto ai lavori del caso che consentiranno a tante persone di essere all’uopo impiegate, quindi la demolizione intesa anche come fonte occupazionale e occasione di utile ripartenza. La riqualificazione ambientale e turistica della zona consentirebbe, così facendo, di mettere in risalto le bellezze del luogo, agevolando la realizzazione di un unico lungomare, tra i più estesi d’Italia, che andrebbe finalmente ad unire le due aree urbane della nostra grande città, unita anche da un punto fisico e non solo ideale. Questa la nostra linea, chiara e risolutrice, sull’argomento, in antitesi con le posizioni del sindaco, perennemente tentennanti ed ispirate a nessun piglio decisionistico sulla questione, dalla quale dipende invece, come fin qui esposto, la tutela e la valorizzazione del lavoro, dell’ambiente, del territorio».


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