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La Calabria che vuoi: “Fusione come opportunità”

di REDAZIONE

la calabria che vuoiIl prossimo lunedí, 1 febbraio, il Consiglio Comunale di Corigliano sarà chiamato a votare la delibera sull’atto di impulso alla fusione con la città di Rossano, (il cui consiglio invece approvò la delibera già un anno fa).
E nonostante a Corigliano continuino a registrarsi resistenze, il circolo coriglianese de La Calabria che vuoi vede nella fusione “una opportunità per il nostro territorio, senza tuttavia trascurare alcuni dati fondamentali. Riduttivo appare sostenere le ragioni della fusione solo per un ritorno economico più favorevole nei confronti del nuovo comune. Dire sì alla fusione significa avviare un processo che muterebbe radicalmente la storia quanto meno amministrativa delle due città, ecco perché riteniamo giusto aver sospeso il precedente Consiglio. Da allora, infatti, diverse cose sono cambiate soprattutto dal punto di vista normativo. Come molti sanno, anche se in pochi ne sottolineano l’importanza, il 15 gennaio u.s. sono stati approvati i c.d. decreti Madia che prevedono la riforma della P.A. e che avranno ripercussioni anche e soprattutto sugli Enti locali. La cancellazione delle provincie determinerà il nascere delle città metropolitane a cui di fatto verranno delegate funzioni importanti. Ecco perché, avviare un processo di fusione significherebbe recepire i nuovi provvedimenti legislativi, farci trovare pronti con le nuove funzioni e, soprattutto, porci alla pari con le grandi realtà calabresi, diversamente potremmo rimanere ai margini ancora una volta e subire inevitabilmente le decisioni di altri che da sempre hanno utilizzato questa vasta area come bacini elettorale da relegare in posizioni subalterne.
Ci auguriamo che il dibattito in seno al Consiglio comunale di Corigliano sia ricco di spunti per addivenire ad una delibera condivisa e, magari, emendata rispetto a quella di Rossano soprattutto alla luce delle novelle legislative. Nel discorso sulla fusione non può non tenersi conto della specificità e della naturale vocazione dei due territori. Da ultimo, riteniamo che un eventuale coinvolgimento della Città di Cassano allo Jonio, non possa che favorire la centralità e l’importanza del nostro territorio nel panorama che verrà a delinearsi da qui a breve. Su questo e su altri temi crediamo che occorra spostare l’attenzione ed il dibattito per misurare la reale concretezza di questo processo storico”.

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