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Intervista al sindaco di Francavilla Leonardo Valente, la proposta: “Fare rete fra i parchi archeologici”

di SAMANTHA TARANTINO

leonardo-valente«Una grande Sibari al centro di un grande parco archeologico in cui gravitano Francavilla, Broglio di Trebisacce e Castiglione di Paludi. Un unico obiettivo. Creare turismo culturale destagionalizzato che possa far vivere il territorio oltre la risorsa mare. Un percorso che parte dalla potenza della Sibari magno greca per unire in rete le tre realtà territoriali dell’arco jonico cosentino.
Si favorisce così un interscambio di visitatori che giungono nella Piana scortati dal racconto e dal vissuto di popoli indigeni in un corridoio culturale che restituirà a quest’area la dignità che le spetta. La fruibilità dei parchi archeologici deve essere offerta a tutti e non solo ai ricercatori. Questa è la cultura che fa muovere l’economia di una società avanzata».
Parole speranzose e propositive quelle del sindaco di Francavilla Marittima Leonardo Valente in un’intervista esclusiva a L’Eco dello Jonio. Dal 2014 il primo cittadino Francavillese è promotore di un rilancio non solo del parco archeologico della sua area di competenza, ma anche e soprattutto di un protocollo d’intesa con diversi sindaci e con la Regione Calabria per affrontare coralmente la questione archeologica che diventa appunto territoriale, perché la Sibaritide siamo noi e la questione è di tutti. Nessuno si senta escluso. Trapela,  dalle parole di Valente, un certo ottimismo dopo la riuscita Assemblea dei sindaci della Sibaritide, permanente ed itinerante, riunitasi al Castello di Corigliano nei giorni scorsi. Discutere di grandi questioni che appartengono a tutti per cercare di fare sintesi su tutto.
«In un proficuo e stimolante incontro con i primi cittadini di Paludi e di Trebisacce abbiamo capito che uniti intorno al polo Sibari, noi possiamo crescere. Noi siamo tre piccoli centri con un patrimonio enorme da valorizzare, che da soli non vanno da nessuna parte.
In un primo di altri proficui incontri, abbiamo convenuto con il direttore del Museo di Sibari, Alessandro D’Alessio, che dobbiamo far cambiare rotta alle nostre risorse culturali».
Sibari, il suo parco ed il suo museo sono al centro di un unico contesto storico e territoriale. Pochi chilometri e si raggiunge Francavilla Marittima e la sua storia. Un luogo compreso a metà tra il Pollino e la piana di Sibari e che a sud-ovest vede scorrere il fiume Raganello ed suo il canyon più lungo d’Europa. Luogo strategico scelto dagli Enotri, il popolo del vino, prima dell’arrivo degli Achei colonizzatori della grande Sibari.

Una storia di una cultura che prosperò per qualche secolo fino al 720 a. C., a quando i villaggi dei locali furono sostituiti dalle grandi costruzioni magno greche. E dunque su Timpone della Motta restano le tracce di un santuario dedicato ad Atena, segno della ricca e fiorente attività di Sibari. Tre i templi scavati con un corredo che racconta degli scambi commerciali con il mondo orientale, le monete d’argento e soprattutto la targa di bronzo del campione olimpico Kleombrotos. Ma la vita di un popolo passa anche dalla morte.
La necropoli di Macchiabate che ha restituito gli usi e le tradizioni della gente che visse a Francavilla. Gli Enotri ed i loro oggetti di uso quotidiano, i loro strumenti musicali in bronzo, le armi e le testimonianze dei loro frequenti scambi commerciali con i Fenici almeno 50 anni prima di Sibari (VIII sec. a. C). Quando si dice la storia ci ha lasciato i mezzi. Ora sta a noi usarli.

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