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“Un Intercity notte per ridare fiato ai trasporti della Sibaritide”

Il presidente dell’associazione “Ferrovie in Calabria” propone un’aggiunta al Frecciargento (per ora sognato) Sibari-Roma. E punzecchia i grillini

di LUCA LATELLA
intercitySe per un attimo si chiudessero gli occhi sul lento ammodernamento della tratta ferroviaria jonica – il ricambio delle traverse di legno e l’elettrificazione della rete che cammina di notte a passo d’uomo – si tornerebbe al 1865, anno di inizio dei lavori di costruzione della strada ferrata che collega Taranto a Reggio Calabria.
Un paradosso spazio-temporale se paragonata alla ferrovia tirrenica, figuriamoci al resto d’Italia. Ma mentre da queste parti si polemizza quotidianamente sull’istituzione della Frecciargento Sibari-Roma – “battaglia” portata avanti senza alcun risultato (per ora) da qualche parlamentare Cinquestelle locale – c’è chi propone di alimentare il diritto alla mobilità reintroducendo l’Intercity notte Reggio-Milano. Come Roberto Galati, presidente dell’associazione Ferrovie in Calabria, che dice la sua ma non disdegna qualche stoccata proprio alla deputazione grillina coriglianorossanese.

«È vero – dice al Corriere della Calabria Roberto Galati – il trasporto regionale a lunga percorrenza è fermo al palo perché il contratto di servizio fra Trenitalia e la Regione non è stato firmato. E ciò sta bloccando sia la modifica più razionale degli orari, che l’introduzione di materiale rotabile. Ma basterebbe poco per migliorare l’erogazione di un servizio deficitario proprio sulla jonica. Si combatta, certo, per ottenere la Frecciargento, ma al contempo si agisca allo stesso modo per l’Intercity notte che peraltro è a costo zero».

INTERCITY NOTTE

Galati spiega come la reintroduzione dello storico treno che ha “esportato” tante generazioni di calabresi, non abbia alcun costo né per la Regione né per Trenitalia. «Si tratta di un provvedimento che si potrebbe realizzare a zero euro perché abbiamo già un Intercity Reggio-Taranto posto in coincidenza con l’Intercity notte in partenza per Milano proprio da Taranto. I viaggiatori se vogliono proseguire nel loro viaggio verso il nord, però, sono costretti a dover scendere quando, invece, basterebbe agganciare i vagoni.  Fino a qualche mese fa c’era la scusante del materiale rotabile non compatibile mentre oggi lo è. Basterebbe, insomma, una banale manovra d’aggancio per regalare nuovamente alla costa jonica calabrese l’Intercity notte, senza alcun aggravio per la Regione, per Trenitalia e per lo Stato che sostiene gli Intercity».

Rammentando come l’associazione che presiede stia combattendo questa battaglia, Galati annuncia il prossimo passo: «Con i nostri colleghi pugliesi chiederemo al ministro per il Sud di attuare e sostenere questo provvedimento che significa anche collegare la Calabria con Bari e Foggia. Non capisco, però, perché proprio a Corigliano Rossano l’unico interesse sia quello della Freccia. I vari parlamentari del M5S che recentemente hanno bollato l’Intercity come un “misero treno” non ricordano, evidentemente, che uno dei cavalli di battaglia del loro programma era l’istituzione del Reggio-Milano. Peccato che dopo la loro elezione si rimangino le parole».

ALTA VELOCITÀ

A proposito di Frecciargento, Galati e l’associazione che presiede, non sono contrari. «Essendo la Freccia un servizio a mercato rispetto agli Intercity che sono convenzionati dallo Stato, servirebbero delle risorse, circa quattro milioni di euro per erogare il servizio alta velocità. E poi sarebbe più logico contemplare la fermata Cosenza, della Freccia Sibari-Roma, oppure quella di Montalto-Rose se Vaglio Lise non è praticabile. Si avrebbe un bacino d’utenza più ampio». Sempre sull’alta velocità, Galati accende un’altra polemica con la deputazione grillina jonica cosentina.
«Ieri abbiamo scoperto che le due coppie di Frecciabianca tirreniche fermano a Vallo della Lucania, in Cilento, un territorio sperduto rispetto alla densità demografica della Sibaritide, e ciò grazie all’impegno del senatore grillino Francesco Castiello che su Facebook – spiega ancora al Corriere il presidente dell’associazione Ferrovie in Calabria – si vanta di aver convinto l’amministratore delegato di Trenitalia con un caffè.

In Calabria, invece, i nostri parlamentari non solo non riescono a convincere l’ente ferroviario che un bacino d’utenza di 220mila abitanti come la Sibaritide va servito, ma che anche la fermata Scalea andrebbe istituita, e non solo d’estate quando vi gravitano circa 500mila persone. Certo, nulla contro Vallo della Lucania, peraltro a due passi da Salerno dove il viaggiatore ha l’imbarazzo della scelta fra Frecce e Italo, ma forse faremo meglio – chiosa sarcasticamente Roberto Galati al quale si associa anche Fabio Pugliese dell’associazione Basta Vittime sulla statale 106 – a chiedere la consulenza e l’appoggio del senatore lucano Castiello».
Perché quello di Vittorio Emanuele, d’altronde, l’abbiamo già avuto.

Fonte: Corriere della Calabria


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