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Inps, in corso sit-in di protesta contro chiusura centro medico

Le condizioni meteo non hanno certo reso permissive le circostanze della protesta che questa mattina si sta svolgendo sotto alla sede Inps di Rossano. Ma in ogni caso non hanno incoraggiato un discreto gruppo di manifestanti dal desistere dall’allestimento di un presidio di protesta contro la chiusura dell’ufficio medico legale dell’istituto di previdenza rossanese. L’ennesima spoliazione ai danni non solo di Rossano ma dell’intero comprensorio: è l’opinione comune di sindacati, istituzioni e cittadinanza, pronti ad alimentare una ribellione che si preannuncia incandescente.

INPS, GLI ORGANIZZATORI: SCIPPO IN SPREGIO DI CHI HA HANDICAP GRAVI

“Nonostante le cattive condizioni, la presenza di diverse persone è un segnale forte – afferma Giuseppe Fiordaliso di Fna-Epas, tra gli organizzatori del sit-in -. È un provvedimento che non tocca noi sigle sindacali, ma la povera gente già vessata da infiniti problemi. E con questo tipo di intervento si andrebbe a togliere un servizio che costringerebbe il cittadino a fare centinaia di chilometri, per vedere riconosciute prestazioni legittime. Si tratta, tra l’altro, di utenza che ha degli handicap già gravi. E al danno si aggiunge anche la beffa. Quali motivazioni ci sarebbero dietro la chiusura, dato che è riconosciuto unanimemente quale centro d’eccellenza? O si tratta di un saccheggio deliberato ai danni di Rossano o questo genere di motivazioni non trova alcun riscontro concreto”.
“Ci ribelliamo a questo ennesimo scippo alla territorialità di Rossano – fa eco l’avvocato Nicoli, tra gli organizzatori e presidente dell Circolo democristiani -. Si tratta di una vera e propria perdita di rappresentanza di quello che è ed è stato sempre il nostro spirito di servizio. Siamo qui per unirci alla protesta nella speranza che almeno stavolta si riesca ad evitare questo scippo alla nostra autonomia. E, principalmente, agli assistiti delle nostre sigle.

INPS, OPPOSIZIONE UNANIME: NON C’E’ LOGICA

Tra i presenti a raccogliere l’appello di una mobilitazione generale, il consigliere Tonino Caracciolo che etichetta la chiusura del CML INPS di Rossano come priva di qualsiasi logica. “E’ una sede che rende e produce, con un Comune persino disposto a ridurre l’affitto. Quale potrebbe essere la motivazione di questo ulteriore scippo? Dai dati in nostro possesso emergono le condizioni perché si possa andare addirittura oltre. E pensare ad una sede che dovrebbe ritornare zonale. Ci sono tutti gli spazi affinché si cambi direzione in questo senso. Una consapevolezza che ribadisce anche il consigliere Giuseppe Antoniotti: “Questo è un ulteriore sopruso verso il territorio. Insieme agli organizzatori, ai patronati e a Epas, ritengo giusto come minoranza dare il nostro contributo. E’ il nostro un territorio sofferente dove, negli ultimi anni per colpa di governi tecnici che nulla hanno a che vedere con la volontà popolare, non si è fatto altro che prevedere chiusure e tagli a scapito delle popolazioni. D’altronde con tutte le nostre problematiche, S.S.106, ferrovia, sanità e la chiusura di tutti gli uffici e servizi, l’utenza fa davvero difficoltà ormai a sopravvivere.

Lagnanze legittime che giustificano la prospettiva di una protesta prolungata. “Quello di oggi potrebbe essere un primo passo – sostiene Flavio Stasi – E non smetteremo di lottare affinché quest’ultima spoliazione non avvenga. Il tempo non ha aiutato, però le cose vanno fatte per gradi. E questo sarà ceramente il primo di una serie di sit-in utili a far ritirare questo scellerato progetto”.
Fondamentale è la condivisione unitaria d’intenti se è vero, come afferma il consigliere Ernesto Rapani – che “se si riuscisse a fare un discorso di tipo territoriale, forse si potrebbe tutelare un altro presidio a servizio della Sibaritide. È questa chiusura l’ennesima prova di un disegno criminoso nei confronti di questo territorio, nella misura in cui non siamo di fronte a interventi sporadici, ma a qualcosa di programmato e continuativo

INPS, MAURO: PERDITA DI PEZZI INCONCEPIBILE

In rappresentanza della Giunta Mascaro (che sarebbe partito alla volta di Roma per dialogare con le istituzioni sulla paventata chiusura), è presente l’Assessore Dora Mauro: “Come amministrazione ci opponiamo fortemente e sarà nostra cura individuare persone competenti che propongano azioni mirate a evitare questa ulteriore spoliazione. È inconcepibile che Rossano stia perdendo gradualmente pezzi e si veda tolto anche questo servizio, che non solo è territoriale e serve una fetta ampissima di popolazione, ma addirittura è eccellente e produttivo”.

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