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Inizio estate da incubo a Corigliano-Rossano: «siamo impostati in modalità wild»

L’opposizione: «Il problema della depurazione è peggiorato mentre l’intero arenile desta in condizioni pietose»

«È stato un week-end di inizio estate praticamente drammatico sotto il profilo balneare e dei servizi. Lo dicevamo nei giorni scorsi e lo ribadiamo oggi, mentre in altre realtà del territorio i bagnanti e qualche primo turista ha la possibilità di godersi le spiagge del litorale ionico ed il mare in totale sicurezza, a Corigliano-Rossano l’arenile è una giungla e l’acqua del mare contaminata da scie brune e melmose». 

È quanto affermano i consiglieri comunali dei gruppi di opposizione Costantino Baffa (Lega Salvini), Adele Olivo (Il Coraggio di Cambiare l’Italia) e Vincenzo Scarcello, Gennaro Scorza e Raffaele Vulcano (Unione di Centro) denunciando ancora la condizione di degrado dell’intero litorale di Corigliano-Rossano anche a seguito delle numerosissime segnalazioni dei cittadini. 

«Se non fosse per gli stabilimenti balneari – dicono i Consiglieri di Opposizione – che garantiscono la pulizia delle spiagge nei loro spazi di concessione, tutta la costa verserebbe nel totale e assoluto degrado. Ed è un fatto conclamato che non tutti possono permettersi un posto all’ombra nei nostri lidi. Siamo in estremo ritardo sulla pianificazione della stagione turistica. Tra l’altro, ai cittadini il sindaco aveva garantito in campagna elettorale che i cambiamenti verso una “città normale” si sarebbero visti dopo un anno. L’anno è passato e più che in una città normale ci sembra di vivere in un’altra città: sporca, abbandonata e priva di servizi».

Poi c’è la questione della pulizia delle acque. Sabato mattina il mare, visto anche da diverse segnalazioni apparse sui social, presentava una estesa macchia di melma. Non si sa se fosse mucillagine, scarichi vegetali o fogna. Sarà eventualmente l’Arpacal a dirlo. Per l’opposizione, invece, il problema è da ricercarsi nel sistema depurativo. «I problemi della depurazione – aggiungono i cinque consiglieri di opposizione, senza tralasciare una vena polemica – altro cavallo di battaglia del primo cittadino, si sono aggravati, tant’è che se prima la scia melmosa la vedevamo solcare il mare nei periodi di luglio e agosto, quest’anno ha già preso pieno possesso della battigia. Il primo problema, sindaco, continua ad essere il depuratore Sant’Angelo e la sua condotta sottomarina che si sarebbe potuta sistemare in somma urgenza. Invece, anche quest’estate ci ritroveremo a fare i conti con una bomba ecologica nel pieno della stagione estiva ed in uno dei due centri, insieme a Schiavonea, più importanti del nostro litorale. Sappiamo – precisano ancora – già che lei a causa del Covid-19 ha tenuto ingessato l’intero apparato comunale e anche questi lavori prioritari non sono stati fatti. Nonostante l’affidamento del ripristino quantomeno della condotta sottomarina, stante l’urgenza, poteva essere subito appaltato attraverso la procedura degli affidamenti diretti. Tra l’altro attendiamo ancora che lei ci dica dove si trova il famigerato bypass su quel depuratore, dato che da oppositore dei precedenti governi cittadini, da Filareto a Mascaro passando per Antoniotti, e per finire sempre dai palchi elettorali, ha denunciato che ce ne fosse uno che scaricava direttamente fogna a mare. Lo ha trovato? Probabilmente no, semplicemente perché non esiste! Per risolvere il problema della depurazione delle acque e quindi per salvaguardare le acque del mare servono progetti e lungimiranza che, ci dispiace constatare, lei purtroppo non ha».

Dall’acqua alla terra, dal mare alla spiaggia definite «pietose» dalla minoranza. Il bouquet di disagi evidenziato dall’opposizione è ampio. «Schiavonea, Fabrizio, foce Cino, Sant’Irene, Seggio, Torrepinta, Fossa, non sappiamo se qualcuno degli uffici comunali o qualche assessore – insistono Baffa, Olivo, Scarcello, Scorza e Vulcano – abbia relazionato al primo cittadino in che condizioni di degrado si trovino: rifiuti e discariche di inerti ovunque, oltre a tutto quello che ha portato il mare nel corso dell’ultimo inverno. Insieme alla situazione dei fossi di scolo che se non controllati, soprattutto sugli sversamenti a monte, rappresentano un’altra fonte di inquinamento marino. Qualcuno sta controllando? C’è intenzione di chiuderli i fossi nei prossimi giorni oppure siamo costretti a vivere in spiaggia in stile wild, che sarebbe anche bello ma se almeno fosse garantita sicurezza e pulizia».


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