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Inizia con entusiasmo la campagna elettorale di Franco Mundo

All’incontro di ieri sera al Miramare di Trebisacce c’era anche il candidato presidente Pippo Callipo che ha parlato di “Rivoluzione calabra”. Intanto c’è da risolvere la questione dell’ospedale che nonostante tutto continua a rimanere chiuso.

Tanti cittadini ma soprattutto tanti simlatizzanti e sostenitori dell’area democratica e socialista si sono ritrovati ieri pomeriggio (domenica 5 gennaio), nella sala congressi dell’hotel Miramare a Trebisacce, per salutare il candidato presidente del centrosinistra alle prossime regionali di domenica 26 gennaio, Pippo Callipo, alla sua prima uscita nell’area della Sibaritide. A fare gli onori di casa il sindaco, nonché candidato alla carica di Consigliere regionale di “Io Resto in Calabria” (una delle liste “principe” a sostengo dell’imprenditore vibonese), Franco Mundo.

Non c’è che dire, il primo cittadino trebisaccese, per la sua “prima” in questa difficile campagna elettorale ha voluto fare le cose in grande, quantomeno dal punto di vista delle presenze e dell’attenzione ad una campagna elettorale a dir poco strana.

“SULLA SANITA’ SIAMO STATI BOICOTTATI E LA GENTE E’ ARRABBIATA!”

Del resto – e lo ha sottolineato più volte Mundo – Trebisacce e, con essa, tutto il territorio dell’alto Jonio cosentino, oggi, rappresenta un luogo emblematico delle grandi vertenze regionali (dall’agricoltura, passando per il turismo, alla mobilità per finire alla sanità… e non serve aggiungere altro) attorno alle quali si attendono ancora risposte. Nel suo intervento, prima di quello conclusivo di Callipo, per accendere gli animi – e forse anche un po’ per celare anche le manchevolezze degli ultimi 5 anni di governo regionale di centrosinistra verso il territorio ionico – ha utilizzato il chiavistello del buon governo civico, quello che sta caratterizzando, ormai da oltre un quinquennio, la cittadina di Trebisacce. “Quello che abbiamo fatto – ha detto Mundo – è sotto gli occhi di tutti e non abbiamo finito”. Per poi arrivare alla scelta della candidatura: condivisa con il territorio. E, a proposito, in sala c’erano diversi tra sindaci e amministratori del territorio, tutti di matrice del centrosinistra. “La mia candidatura – ha ribadito – non è stato il frutto di un’ambizione ma l’epilogo di un ragionamento che abbiamo portato avanti ascoltando i cittadini e sentendo le loro “incazzature” quotidiane”. E da qui l’affondo sottile contro il governo regionale uscente: “Ci hanno boicottato” ha sottolineato Mundo ed il chiaro riferimento è alla vicenda dell’ospedale di Trebisacce: quel nosocomio di frontiera chiuso dall’allora gestione commissariale Scopelliti e poi “riaperto” nelle aule di tribunale ma, nel concreto, ancora adesso rimane una struttura vuota delle sue funzioni. “Sulla salute delle persone non si scherza. Non è possibile che difronte ad una sentenza di un tribunale, difronte ad un decreto giurisdizionale non si trovi chi possa applicarlo e garantire un diritto sacrosanto ai cittadini. E non chiediamoci poi perché la gente è sfiduciata, incazzata e non vuole andare a votare”.

“IL CAMBIAMENTO E’ UNA COSA BLANDA, NOI VOGLIAMO RIVOLUZIONE”

“Il prossimo governo regionale che noi guideremo non dovrà parlare di cambiamento. Il cambiamento è una cosa blanda. Noi vogliamo rivoluzione. Rivoluzionare tutto per cambiare tutto quello che non va più bene in Calabria”. Queste le parole di Pippo Callipo, “emozionato” per il calore trovato al Miramare e “per l’affetto che oggi ho raccolto in tutta la Sibaritide”. Prima di concludere con la tappa trebisaccese, infatti, l’imprenditore di Vibo Valentia ha fatto visita alle azienda Gallo e Amarelli di Corigliano, è stato insieme all’altro candidato di “io resto in Calabria”, Francesco Madeo, sugli argini del Crati a Thurio per poi passare in rassegna gli scavi dell’antica Sibari, accompagnato dal sindaco di Cassano, Gianni Papasso. “Per creare sviluppo e lavoro – ha detto l’aspirante governatore – il primo passo è dialogare con i territori, ascoltare la gente e recepirne i problemi. Ai calabresi – e qui il passaggio di Callipo sull’ospedale – non sono riconosciuti i diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione. Per questo – ha concluso – io non faccio promesse roboanti, ma do una priorità: liberare i calabresi dalla sudditanza e farli vivere finalmente in una regione normale”


 

 

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