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In Calabria medici e infermieri lasciati in balia del contagio: sono 50 i positivi

L’allarme viene lanciato dai dati che rimarcano un boom di nuovi positivi tra chi è in prima linea in questa battaglia. Il Sindacato dei medici «In questi mesi è stato fatto pochissimo»

La categoria di medici, infermieri e operatori sanitari è quella che sta pagando un prezzo altissimo in questa battaglia per arginare il Covid. Infatti, secondo quanto diffuso dalla Gazzetta del Sud, tra loro sono 50 i positivi e i contagiati sono presenti tutte le province della regione. L’allarme, rileva il quotidiano, è molto alto e la Calabria viene indicata dall’Istituto Superiore di Sanità tra le zone più esposte ad una possibile “diffusione incontrollata del coronavirus”.

A scendere in campo a fianco di medici e infermieri è il segretario calabrese del Sindacato medici italiani, Roberto Pititto: «Il rischio della nostra professione – afferma – è una condizione conclamata: cioè chi fa il medico sa bene di andare incontro ad una serie di possibili inconvenienti. Ora, però, tutto è accentuato ed i rischi aumentano in modo esponenziale per una serie di ragioni. La prima è sotto gli occhi di tutti: tra le la esecuzione di un tampone e la successiva processazione passa troppo tempo, a volte quattro giorni. Dunque, v’è la possibilità concreta che il positivo possa infettare».

Il medico in servizio a Cetraro rimarca che: «andrebbero allestiti nuovi laboratori a Corigliano Rossano, Locri, Polistena, Lamezia e Vibo per avere così degli esami nel giro di poche ore. Purtroppo nei mesi precedenti si è fatto poco o nulla».


 

 

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