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Improvvisa scomparsa prof. e storico Burgarella: il ricordo del prof.Liguori

Il ricordo del prof. Franco Liguori per il prof. e storico illustre Filippo Burgarella.

“Il 17 dicembre u.s. è venuto a mancare improvvisamente a Cosenza, il prof. Filippo Burgarella, noto e stimato storico dell’età bizantina, docente all’Università della Calabria, fin dall’anno accademico 1974-75.  Il prof. Burgarella aveva  69 anni, essendo nato a Trapani nel 1948. Laureato in Lettere all’Università di Roma nel 1970, proseguì gli studi a Parigi, dove fu allievo di André Guillou all’ Ecole pratique des Hautes Etudes . Dopo un breve periodo di insegnamento in Francia, arrivò all’Università della Calabria, da poco istituita, e lì rimase per tutto il suo percorso di docente universitario, legandosi affettivamente alla nostra regione di cui indagò con numerosi saggi la storia e la cultura del periodo bizantino. In considerazione della sua profonda preparazione, ebbe in affidamento dall’ UNICAL anche gli insegnamenti di Filologia bizantina, Istituzioni medievali e Storia della Chiesa medievale.

I suoi argomenti di studio e di ricerca vertevano principalmente su problemi e aspetti della storia politica, culturale e religiosa dell’Italia bizantina, dal VI all’XI secolo, e sul Mezzogiorno normanno-svevo. Numerosi sono le sue pubblicazioni: articoli, saggi, relazioni in convegni, apparsi in riviste specialistiche di studi storici o in volumi con più autori. Nella poderosa “Storia del Mezzogiorno” in più volumi, diretta da Giuseppe Galasso ( Editalia, Napoli 1989), è suo il capitolo “Le terre bizantine”, che studia le tracce della civiltà di Bisanzio nelle regioni del Meridione.

Il prof. Burgarella è stato anche un instancabile conferenziere, che si è reso sempre disponibile a dare il suo prezioso contributo di profondo conoscitore della Calabria bizantina, in convegni, incontri di studio, che richiedessero la sua qualificata partecipazione.

PROF. LIGUORI: IL RICORDO DEL PROF. BURGARELLA. ROSSANO CITTA’ DA LUI MOLTO AMATA 

A Rossano, città da lui molto amata per il suo importante passato bizantino, Burgarella era di casa e non si contano gli interventi suoi all’Università Popolare, chiamato dal preside Giovanni Sapia, suo grandissimo estimatore. Per moltissimi anni Burgarella è stato anche presidente dell’IRACEB, l’Istituto Regionale per le Antichità Calabresi e Bizantine, con sede a Rossano, promotore di molte importanti iniziative, tra cui un seminario “Sugli studi bizantini” (1991). Ma anche altri centri calabresi, come Santa Severina, S. Demetrio Corone, Gerace, Umbriatico, Caloveto, Cropalati, Calopezzati, Cariati, hanno attirato la curiosità di studioso del prof. Burgarella, per le loro origini riconducibili al periodo bizantino. Se di quell’età noi oggi abbiamo una conoscenza più approfondita, più “scientifica”, lo dobbiamo al prof. Burgarella.

Una lucida sintesi della “bizantinità” della Calabria, Burgarella la fornisce nel saggio “La cultura bizantina in Calabria”, inserito nel volume Storia del pensiero filosofico in Calabria da Pitagora ai giorni nostri, a cura di Maro Alcaro (Rubbettino, 2011), in cui egli scrive che “in Calabria la civiltà bizantina attecchì e si trasmise come civiltà del libro, come civiltà in cui la cultura aveva un suo privilegiato diritto di cittadinanza”.

Chi scrive ha avuto il piacere e l’onore di conoscere e frequentare per molti anni l’illustre studioso siciliano, in un rapporto di amicizia e di stima reciproca. L’ultimo incontro con lui risale a tre giorni prima della sua improvvisa scomparsa. Mi aveva parlato del suo pensionamento nel 2018, dichiarandosi disponibile a partecipare a qualcuna delle iniziative culturali che il sottoscritto organizza come presidente della SIPBC.-Calabria. Una persona di grande affabilità ed umiltà, pronta a instaurare rapporti di amicizia e di scambio culturale con quanti si rapportavano con lui per motivi di ricerca o di comunanza di interessi di studio ! Ci siamo scambiati, negli anni, i nostri scritti, i nostri articoli, i nostri libri. Un vero uomo di cultura, uno studioso di stampo antico, uno storico medievista di razza, la cui scomparsa lascia un vuoto difficilmente colmabile negli studi sul Mezzogiorno bizantino e medievale!”

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