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Il Rotary Club “Corigliano Rossano Sybaris” sulla fusione

COMUNICATO STAMPA

rotaryI soci del Rotary Club “Corigliano Rossano Sybaris , appositamente convocato dal Presidente Francesco Petrone, ha dedicato una serata di approfondimento alla “Fusione” dei comuni di Corigliano Calabro e di Rossano, tema di attualità in questi periodi anche perchè si è in attesa della delibera di adesione a tale idea da parte del Consiglio Comunale di Corigliano, visto che quello di Rossano si è già espresso favorevolmente.
Relatore dell’argomento fusione è stato Enrico Iemboli, già amministratore e profondo conoscitore dell’apparato burocratico e istituzionale degli Enti Locali, il quale segue l’iter procedurale del processo di fusione per conto delle  “100 Associazioni” .
Dopo il saluto di rito a tutti i soci presenti, il presidente Petrone ha commemorato la persona del notaio Pietro Pisano, padre di Massimo Socio del Club, da poco deceduto, dopo di che ha introdotto l’argomento all’ordine del giorno che aveva per oggetto la fusione dei due comuni della fascia jonica.
Petrone ha espresso il parere favorevole alla fusione dei due comuni, relazionando altresì sullo stato di abbandono nel quale si trova il territorio al quale sono stati già sottratti uffici e servizi che hanno penalizzatola popolazione e le varie attività professionali, artigianali e commerciali.
Enrico Iemboli ha esordito facendo presente che la fusione tra comuni contermini è regolata dal Decreto Ministeriale n. 318 del 1 settembre 2000, il quale, all’art. 6, comma 1, che stabilisce: “Ai sensi dell’articolo 11, comma 4, della legge 8 giugno 1990, n. 142, e successive modifiche ed integrazioni, ai comuni scaturenti dalla fusione di comuni preesistenti spetta, per un periodo di dieci anni, un contributo straordinario pari al 20 per cento dei trasferimenti erariali complessivamente attribuiti ai comuni preesistenti per l’ultimo esercizio precedente alla istituzione del nuovo ente”.Anche le Regioni contribuiscono a incentivare la fusione tra comuni erogando ulteriori contributi oltre all’ordinarietà.
Fatta tale premessa, Iemboli ha proseguito affermando che la volontà dello Stato è quella di incrementare  le fusioni tra comuni e di conseguenza con le ultime leggi di stabilità ha previsto ulteriori vantaggi economici aumentando  ai comuni nati dalla fusione  ulteriori incentivi e vantaggi, comela deroga dal Patto di Stabilità che permette la spesa di tutte le risorse disponibili senza obbligo di rispetto dei consolidati degli anni precedenti. In particolare, la legge di Stabilità del 2016, riferisce il relatore, ha stabilizzato gli stanziamenti statali per incentivare le  fusioni, raddoppiando la misura dell’incentivo già previsto dalla legge; inoltre, favorisce una maggiore capacità di garantire servizi efficienti e una migliore organizzazione delle funzioni. A tutto ciò, prosegue Iemboli, si aggiunge la possibilità di ottenere contributi regionali ad hoc e statali (per un decennio).
Il relatore ha concluso affermando che per attenuare l’impatto dell’introduzione del principio di equilibrio di bilancio per i nuovi enti, la legge di stabilità 2016 ha stabilito l’assegnazione prioritaria, ai Comuni nati da fusione dal 2011 in avanti, degli spazi finanziari ceduti dalle Regioni (hanno la precedenza su tutti gli altri comun nella assegnazione delle risorse e finanziamenti); la stessa legge ha anche dato alle fusioni facoltà di assumere personale a tempo indeterminato per coprire il “turn over” al 100 % della spesa relativa al personale di ruolo cessato dal servizio l’anno precedente. Viene, infine, riconosciuta ai nuovi Comuni unici la priorità nei programmi e nei provvedimenti regionali che prevedono contributi a favore degli enti locali.
Nel corso del suo intervento, Enrico Iemboli ha tenuto a sottolineare che a questo territorio, al quale sono stati sottratti uffici e servizi, non deve interessare prioritariamente e/o esclusivamente l’aspetto relativo ai vantaggi economici che derivano dalla fusione. Se il comune di Corigliano Calabro e di Rossano riescono a fondersi, la nuova città che ne deriverebbe avrebbe una popolazione di circa 80 mila abitanti, requisito essenziale e sostanziale per acquisire forza politica contrattuale nei confronti della stessa Cosenza (che attualmente conta circa 75 mila abitanti), nei confronti della Regione e del Governo. Il requisito demografico diventa ancora di più un elemento essenziale che crea il presupposto affinchè la nuova città diventi essa stessa una “area vasta” e possa autogestirsi programmando ed amministrando le risorse proprie del territorio e sviluppando le capacità dello stesso, creando in questo modo un meccanismo di sviluppo che dovrà necessariamente fare decollare la nuova città ed essere da volano al resto del territorio limitrofo.

Iemboli ha illustrato all’attento e qualificato pubblico rotariano l’iter procedurale che il processo amministrativo prevede per arrivare alla fusione, mettendo in evidenza che, se anche il consiglio comunale di  Corigliano darà il parere favorevole all’inizio del processo di fusione tra i comuni, ci sarà il referendum popolare e se l’esito del referendum sarà anch’esso favorevole seguiranno le altre fasi  nelle quali è prevista la progettazione vera e propria della nuova città che dovrà nascere, e nella quale saranno date le indicazioni relative a come dovrà essere chiamata, come e dove dovranno essere allocati gli uffici e servizi. Di ogni fase i consigli comunali dovranno prenderne atto.
Pur avendo rappresentato questo territorio il polmone economico della vecchia provincia di Cosenza, fino ad oggi,  i vari tentativi di crescita sono stati soffocati (aereoporto, istituzione provincia della sibaritide, sottrazione uffici e servizi come il tribunale e reparti di ospedale), con l’abolizione delle province e la creazione delle aree vaste c’è il tentativo di dividere ancora il territorio separando e collocando le due città in aree vaste diverse in modo da relegarli a ruolo di cenerentola, non si può continuare nella direzione del continuo e futuro declino
E’ necessario guardare al futuro con speranza, è necessario che il territorio conti nello scacchiere istituzionale e politico, per fare ciò, la fusioneoffre la possibilità di ribaltare il destino del territorio e delle due città in particolare.
Una realtà di circa 80 mila abitanti avrà un altro peso politico rispetto a quello attuale.
Ne è seguito un dibattito nel corso del quale il relatore Enrico Iemboli ha risposto alle numerose domande e chiarito dubbi sugli aspetti del procedimento e delle fasi per arrivare alla fusione tra il comune di Corigliano e di Rossano.

F.to Franco Petrone

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