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Il movimento “La Corigliano che vuoi” chiede chiarezza sulla sanità

di REDAZIONE

ospedale-corigliano«Sempre di più questo territorio rischia di perdere anche i servizi elementari con un irreparabile danno nei confronti dei cittadini». Così il Movimento politico “La Corigliano che vuoi” inquadra l’area sibarita nello sfortunato contesto della sanità locale. E seppur riconoscendo le qualità potenziali di un Ospedale unico, insiste affinché non si spoglino i presidi ospedalieri preesistenti.
«Riteniamo che, fino a quando non si arriverà alla realizzazione della nuova struttura, non si debba assolutamente indebolire le strutture esistenti. Privi di fondamento si appalesano i continui spostamenti cui sono sottoposti i reparti dei Nosocomi di Corigliano e Rossano, con l’unico risultato di indebolire, a danno dell’utenza, i reparti oggi funzionanti. Crediamo che chi si occupa della razionalizzazione e del riordino della Sanità in Calabria debba avere una profonda conoscenza dei territori e delle loro esigenze. Vorremmo conoscere, e per questo motivo ci faremo promotori di un pubblico dibattito, quale è il progetto di Sanità del Commissario Scura per la Sibaritide. Nello stesso tempo esortiamo il Presidente della Regione, on.le Oliverio, a ribadire con forza, nelle sedi opportune, la necessità della realizzazione del nuovo Ospedale.
Il riordino della Sanità non può farsi in nome di una sempre più spesso decantata spending review, che nei fatti poi si traduce non solo in un aumento della spesa pubblica quanto anche in un sistema inefficiente. Pertanto, ribadiamo la volontà di incontrare il Commissario alla Sanità per discutere concretamente dello sviluppo della Sanità nel nostro territorio e per conoscere la reale fattibilità del Nuovo Ospedale, soprattutto alla luce degli ultimi avvenimenti che hanno interessato la Tecnis che dovrebbe realizzare la nascente Struttura».

 

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