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Il “gigante buono” di Cariati diventa campione del mondo. Antonio Russo ha conquistato il titolo la settimana scorsa in Portogallo

di PASQUALE LOIACONO

A.RUSSO CAMPIONEÈ una forza della natura concentrata in 120 chilogrammi di peso il pluridecorato campione del mondo di Powerlifting Antonio Russo, cariatese doc, di professione capotreno nelle Ferrovie dello Stato, a Trento.
L’adolescenza e la giovinezza trascorsa in riva allo Jonio, poi il concorso ed il “posto” fisso: un sogno.
Del gigante buono intimorisce la modestia, piuttosto che il fisico possente, scolpito da anni e anni di duro allenamento e dalla passione, nata quasi per caso tra i monti del Trentino, che continua a “bruciargli” dentro ogni giorno “costringendolo” ad incredibili sacrifici.
La settimana scorsa, in Portogallo, a Maia, l’indiscusso “Re dello stacco da terra” (questo è, in sintesi il Powerlifting) ai Campionati Mondiali di categoria si è riconfermato il “migliore” in assoluto riuscendo a “staccare” un bilanciere di ben 350 chili.
“La mia passione per il Powerlifting – spiega Antonio – nasce quando iniziai ad andare in piscina. Sa, io vengo da una famiglia di pescatori, ed il mare mi scorre dentro, tanto che penso di aver fatto i primi allenamenti proprio sulle barche, di notte, quando bisognava remare per ore ed ore e cercare di riempire la piccola stiva del nostro buon pesce. Mi notò un tecnico che mi propose di sollevare un certo peso. “Questo me lo bevo”, pensai. In realtà non feci proprio una gran figura, ma attirai l’attenzione di quel signore che mi disse: “Ragazzo, lascia stare il nuoto. Il ferro non galleggia”. Mi si accese una lampadina nella testa e da allora non faccio altro che staccare chili su chili”.
Il calabrese “capa tosta” si sottopone a lunghi e faticosi allenamenti perché di questo sport lui s’innamora, ed intanto si scolpisce un fisico imponente, “tutto al naturale”, precisa.
La passione è tanta che deve necessariamente rinunciare ad altri piaceri che la vita di un giovane esige, e così arrivano i primi riconoscimenti sino a costruire un palma res straordinario e difficile da eguagliare: tra titoli nazionali, europei e mondiali sale sul podio una ventina di volte, sempre sorridente, sempre con quello sguardo di ragazzo calabrese che ha negli occhi i colori ed i profumi della nostra terra con la quale il campione ha un rapporto particolare.
“Torno spesso, come e quando posso. Quaggiù c’è la mia famiglia d’origine, gli affetti e gli amici di un tempo memorabile. E poi c’è l’azzurro del mare: un amore sconfinato che le distanze amplificano fino a farlo quasi uscire dal petto”.
Antonio ti guarda, con disincanto, e la sua mente corre, corre, come se ancora stesse inseguendo una visione, una fantasticheria che non riesce ad acciuffare.
“Il sogno della mia vita – dice estasiato – è quello di poter organizzare nella mia terra, a Cariati, una riunione di Powerlifting di altissimo livello. Ci sto lavorando da un po’, e credo che i tempi siano maturi per portare questo sport nel mio paese, tra la mia gente”.
Antonio lo immaginiamo sul treno che corre per 157 chilometri tra Venezia e Trento e attraversa luoghi incantati come Caldonazzo, Ospedaletto, Bassano del Grappa, Spinea.
Stretto nella sua divisa di capotreno, regala sorrisi e strette di mano, quelle mani forti del mite calabrese che ti punta uno sguardo penetrante e dolce quando chiede: “Per cortesia mi favorisce il biglietto?”
Ed ora l’annotazione finale, un’iniezione di fiducia, per tutti: il campione Antonio Russo, da Cariati, ha 57 anni.

LE REGOLE DEL POWERLIFTING
Le gare di Powerlifting prevedono tre alzate la cui validità è giudicata da arbitri federali. Alcuni assistenti, gli spotter, possono aiutare i concorrenti a togliere il bilanciere dal supporto per prepararsi al sollevamento o aiutarli a rimetterlo in posizione al termine dell’esercizio, ma non possono intervenire durante il tentativo di sollevamento. Gli atleti appartengono a categorie diverse in funzione del loro peso corporeo e del sesso. Ogni atleta può contare su tre tentativi utili per ogni alzata in cui si cimenta. Alla fine i massimali raggiunti su ognuna delle tre prove vengono sommati e si determina la classifica finale. Il Powerlifting si distingue dal Sollevamento pesi per il tipo di esecuzione dell’esercizio: nella pesistica tradizionale un atleta solleva un bilanciere dal pavimento sopra la sua testa, nel Powerlifting invece i movimenti sono più corti e quindi i carichi sono molto più elevati.

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