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Il “Comitato Pescatori Calabria” impegnato ad assicurare un futuro alla pesca costiera artigianale

Dopo lo smantellamento della flotta e all’espulsione di circa 1000 addetti dal settore negli ultimi quindici anni il Comitato pensa a garantire un futuro alla pesca in Calabria

«Il mancato ricambio generazionale, l’assenza di punti di sbarco con servizi attrezzati, la gestione da parte di “soggetti terzi” dei FLAG (Gruppi di azione costiera), la continua disattenzione della Regione, la forte “delusione” dei modelli organizzativi tradizionali, i vincoli della UE nell’uso degli attrezzi da pesca, ma anche normative non compatibili con la storia e la tradizione delle nostre marinerie, insieme ad imbarcazioni artigianali ormai obsolete e alla nota debolezza strutturale delle micro-imprese a conduzione famigliare, tutte queste concause hanno contribuito allo smantellamento della flotta e all’espulsione di circa 1000 addetti dal settore negli ultimi quindici anni.

E al tempo del Coronavirus – dichiara Salvatore Martilotti, presidente del “Comitato Pescatori Calabria”, di fronte ad una crisi senza precedenti, purtroppo, assistiamo alla mancanza di risposte adeguate da parte della politica ed, in particolare, delle Istituzioni regionali e locali. Invece di dare risposte si limitano a passerelle per annunci roboanti con interventi poco compatibili con la nostra realtà di settore. E poi in questa grave emergenza del Covid-19, che ha messo in ginocchio il settore pesca, ed in particolare il segmento maggioritario della pesca costiera artigianale (poco più del 70% della flotta regionale), assistiamo al “giuoco delle parti”, a volte necessario per conservare se stessi.

Possibile che nel silenzio generale, con l’esclusione di “qualche furbetto esperto di copia e incolla”, in Calabria i pescatori e le organizzazioni di base non possono disturbare e dobbiamo aspettare solo notizie di cronaca, oppure l’intervento della Magistratura, per accendere i riflettori sui piccoli pescatori costieri ormai in ginocchio per via di una crisi senza precedenti?

Possibile che le risorse pesca dell’Unione europea destinate alla pesca artigianale non sono utilizzate per contribuire alla diversificazione e all’innovazione della pesca artigianale calabrese e nessuno interviene per andare, al di là della corretta rendicontazione, a verificare i risultati ottenuti per l’occupazione e lo sviluppo della pesca artigianale in “modalità inter-settoriale”?

Al tempo del Covid-19 – conclude Salvatore Martilotti –  per ripartire non si può non tener conto che la pesca artigianale rappresenta l’identità delle nostre Comunità costiere e, per poter contribuire a superare questa vera e propria emergenza che si è venuta a creare, i pescatori costieri artigianali hanno bisogno di essere ascoltati  per creare le condizioni migliori di una forte intesa del settore con le istituzioni, la politica e l’associazionismo e così lavorare in sintonia al fine di contribuire a rimuovere le criticità che ostacolano la ripresa e lo sviluppo possibile alla pari del ricambio generazionale»

 


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