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Il comitato “Liberi cittadini di Spezzano Piccolo” interviene sui fondi fusione

Di seguito la nota stampa del comitato “Liberi cittadini di Spezzano Piccolo”. Ennesimo colpo subito per chi ha incautamente sostenuto la fusione dei cinque comuni della pre-sila. É la ripartizione del contributo straordinario per il 2019 a far emergere, ancora una volta, come la improvvisazione, la impreparazione della classe politica locale e il prevalere degli interessi personali, siano stati gli unici motivi veri che hanno spinto alla fusione a tutti i costi. Hanno strombazzato ai quattro venti che con la fusione sarebbero arrivate “vagonate di finanziamenti”, venti milioni di euro in dieci anni, il nuovo ente sarebbe diventato attrattore per investimenti da tutta la provincia, saremmo dovuti diventare l’ombelico del mondo; e invece? Nulla di tutto questo; anzi. Diminuzione di servizi, aumento di disagio per i cittadini, aumento della tassazione, diminuzione demografica e fuga dei nostri giovani. A questo aggiungiamo anche l’ultima beffa: la diminuzione del 38% del contributo straordinario assegnato dallo stato per l’anno 2019.

A fronte di un contributo totale, assegnato a Casali del Manco, pari a 1.917.991,89 per l’anno 2018; per l’anno 2019 lo stato ha assegnato, allo stesso comune, 1.187.656,66. Meno 738.618,68 euro; circa il 38% in meno. Adesso c’è chi ( vedi PD locale ) cerca di correre ai ripari ribaltando la responsabilità, così come avveniva qualche decennio fa, al Governo. Ma così non è. La colpa è di chi non ha per tempo approfondito la proposta e non ha studiato bene le leggi in materia. E’ di chi ha solo assecondato le voglie di qualche consigliere regionale pensando più agli interessi di partito che agli interessi e al rispetto della volontà dei cittadini e oggi si porta sulla coscienza questo gravoso fardello.

La norma in materia è chiara e noi lo abbiamo sempre sostenuto. Ai distratti invitiamo ad andare a rileggere i nostri dieci punti che giustificavano il nostro NO: la legge prevede la ripartizione “ nel limite degli stanziamenti previsti”.  A nessuna parte è riscontrabile un trasferimento certo. La speranza è che questa ennesima beffa spinga i politici regionali ad inserire nella legge in discussione la possibilità del referendum per uscire dalla fusione. Ci troviamo in questa spiacevole situazione, d’altra parte, anche per colpa loro. Comunque, nonostante i tempi lunghi, restiamo sempre in fiduciosa attesa di una favorevole pronuncia del TAR Calabria.


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