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Il 24 marzo Gruppo FAI Rossano a Pietrapaola per le Giornata FAI di Primavera

Per le Giornate FAI, il gruppo FAI  Rossano: “PETRAPA: il luogo della rupe” 

Anche quest’anno è Giornata FAI di Primavera. Il Gruppo FAI Rossano vi aspetta nel centro storico di PIETRAPAOLA, alla scoperta di uno dei meravigliosi borghi calabresi “PETRAPA: il luogo della rupe” apertura  a cura di Gruppo FAI Rossano. 

ORARIO Domenica 24 marzo: h 10:00 – 13:00 e 15:00 – 18:00 PARTENZA Piazza Mancini, Pietrapaola

ITINERARIO

1) Grotta del Principe Per iscritti FAIConsigliate calzature adeguateultimo ingresso h 17:30) Magnifico esempio di architettura rupestre di epoca medioevale, caratterizzato da un triplice ricovero con feritoie, che serviva al feudatario dell’epoca quale rifugio in caso di attacco nemico. All’interno si rinviene un arco a tutto sesto e, scolpite nell’arenaria, una serie di colonnine con bellissimi capitelli a motivi floreali, varie incisioni e misteriose raffigurazioni. N.B. La visita alla Grotta del Principe sarà riservata agli iscritti FAI accompagnati dai volontari. Alla grotta si accede tramite un sentiero scosceso e sterrato, fatto di gradoni scavati nella roccia. Si consigliano, pertanto, calzature adeguate.

2) Antico frantoio Urso Detto “U’ Trappitu”. Antico frantoio dei primi dell’800 dell’omonima famiglia Urso. Qui si conserva ancora memoria dell’artigianale processo di molitura, fatta con muli, cavalli e asini che facevano girare due macine di granito (molazze), con le quali venivano pressate le olive contenute in grandi vasche in muratura e di forma rotonda. Sul portale di ingresso è presente un antico stemma gentilizio, in pietra, che alcune fonti storiche attribuiscono alla famiglia.

3) Arco del cimitero L’Arco del Cimitero rappresenta un’ingegnosa opera architettonica realizzata in conci di tufo a forma di cuneo collocati sulla volta che, contrastandosi a vicenda, garantiscono la tenuta della costruzione. Detta anche Porta d’entrata dell’Ossario, ciò che resta dell’originaria Chiesa medievale di S. Maria delle Grazie, richiama l’antica costumanza secondo cui i defunti venivano seppelliti sotto la chiesa e, quando le fosse erano sature, le ossa venivano deposte nel Cimitero, ovvero nell’ossario.

 4) Chiesa di Santa Maria delle Grazie Con le sue epigrafi ancora visibili sulle mura esterne, a memoria delle invasioni turchesche – di cui il paese fu più volte oggetto tra il XVI e il XVII secolo la Chiesa Madre rappresenta il simbolo della memoria storica di Pietrapaola. L’originale costruzione della Chiesa risale al 1454. Successivamente, a causa anche degli incendi corsari, la Chiesa è stata oggetto nel tempo di ricostruzioni e restauri, l’ultimo dei quali risale al 1900. Oltre all’adiacente Arco del Cimitero, sono ancora visibili e di interesse, il rosone centrale finemente decorato (resti dell’antica Chiesa medioevale) ed al suo interno, di pregevole importanza storica, possono apprezzarsi il fonte battesimale ed un antico crocefisso ligneo, oltre ad un ostensorio che ancora si esibisce nella tradizionale processione del Corpus Domini.

5) Piazza Dema È il piazzale, quartiere, rione, dove durante il Medioevo si trovava la sede dell’Amministrazione del Demanio, che nella contrazione della lingua parlata diventa, appunto, semplicemente “Dema”. Qui era convocato il parlamento popolare della città. Anticamente e fino agli anni ’50 il piazzale, o quartiere, consisteva solo in un suolo di roccia arenosa e coperta di sabbia. Nella piazza si trovava l’antica fontana del paese alla quale, una volta, si approvvigionava la gente del paese che non aveva l’acqua in casa.

 6) Timpa del Castello e grotte Salendo lungo Via Dema, è visibile un massiccio bastione arenitico che sovrasta l’abitato e sulla cui sommità si ritiene sorgesse l’antico fortilizio baronale, del quale oggi sono restate solo alcune misere vestigia. Scavate nella roccia vi sono numerose grotte cenobitiche ed eremitiche realizzate nell’alto Medioevo da pazienti monaci di origine greca (c.d. Basiliani).  Qui la popolazione trovava rifugio in caso di pericolo e attacchi dal mare come durante le invasioni turche avvenute tra il XVI e il XVII secolo. Sul suo apice sono ancora visibili i resti di un’antica cisterna per la raccolta dell’acqua e di ruderi di costruzioni risalenti nel tempo. La Timpa del Castello e le grotte eremitiche saranno visibili esternamente nel percorso che dalla Via Dema conduce a Piazza Dema. Attenzione: in caso di grande affluenza gli ingressi potrebbero essere sospesi prima dell’orario di chiusura indicato. Contributo suggerito a partire da: € 3,00

VISITE a cura di Apprendisti Ciceroni I.I.S. Liceo Scientifico-Liceo Classico S. Nilo-Liceo Artistico-Liceo Linguistico Rossano SI RINGRAZIA Comune di Pietrapaola Ricordiamo che, durante la giornata, sarà possibile iscriversi al FAI e rinnovare le tessere scadute


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