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Idee e Libertà: chi soccorre il pronto soccorso di Rossano?

“La speranza delle terza città sta morendo lentamente giorno dopo giorno”

rossanoIl gruppo civico di Corigliano Rossano “Idee e Libertà”, coordinato da Fabiano Sisca e Roberto Vitti, arricchisce il dibattito nato a margine delle criticità segnalate da più parti nel pronto soccorso dell’Ospedale Spoke. “Nessuno può realmente capire la gravità di un problema – si legge nella nota – se non lo vive sulla propria pelle o se non trascorre almeno una metà giornata all’interno di quello che sembrerebbe l’occhio del ciclone. Sono stati fatti molti annunci per quanto riguarda il polo covid e la possibilità di processare in maniera autonoma i tamponi in modo da dare un pronto e rapido servizio ai cittadini che ne abbiano bisogno e necessità, ma quanto sarà vero tutto questo se proprio le tensostrutture e il pronto soccorso arrancano con non indifferente difficoltà per offrire un servizio sanitario a malapena sufficiente?

Attenzione, non vogliamo puntare il dito contro nessun medico, infermiere o altro operatore sanitario, questi, già visibilmente sotto organico, cercano di dare il meglio e il massimo per far funzionare il servizio che, però, inevitabilmente zoppica. Quello che abbiamo trovato noi nella giornata di ieri é stato alquanto imbarazzante. Un solo medico all’interno della tensostruttura costretto a percorrere tutto l’iter, dal primo soccorso alla parte burocratica, senza assistenza e con la pressione di chi in sofferenza attende il proprio turno. Idem per il pronto soccorso che viaggia con un solo medico e qualche infermiere e decine di persone nella sala d’attesa che scalpitano frenetiche, ognuna con i propri problemi, ognuna con i propri dolori, ognuna con le proprie ragioni e diritti da riscattare.

DI CHI SONO LE RESPONSABILITA’?

Abbiamo visto persone che stanche di sopportare il dolore, si sono fatte da sole, appena fuori dalla struttura del pronto soccorso, punture che pensiamo fossero di qualche sorta di antidolorifico. Altre con la testa spaccata attendere per ore nella sala d’attesa. Abbiamo visto anche un signore su di una barella, probabilmente vittima di una caduta, attendere per ore il proprio turno. Una scena traumatizzate e che allo stesso tempo fa riflettere. Fa riflettere in primis alle condizioni precarie e critiche che ha raggiunto una struttura ospedaliera come quella di Rossano, ma siamo certi che anche le altre non viaggiano in acque migliori, in secundis, ai rischi che si paventano per chi ha necessità di ricevere delle urgenti prestazioni sanitarie, ma anche per il personale sanitario e di vigilanza che presidia la struttura ospedaliera. È da ipocriti negare il rischio anche di questi ultimi che, lasciati in queste condizioni, spesso si trovano ad affrontare la motivata esasperazione dei famigliari che attendono soccorso verso il proprio congiunto, ricevendo offese di ogni genere se gli va bene, e se gli va male anche aggressioni fisiche.

Oggi vogliamo sapere di chi sono le responsabilità di questo scempio. Vogliamo sapere il PERCHE’ nessuno si faccia carico di queste problematiche ,esponendole, anche battendo i pugni se necessario, nei luoghi e nelle stanze che contano. In campagna elettorale abbiamo visto grandi passarelle e grandi promesse per queste strutture e per la città, ma purtroppo, quello che stiamo vedendo è un clamoroso declino.
La speranza delle terza città sta morendo lentamente giorno dopo giorno, questa bellissima terra, forse maledetta da qualcosa o da qualcuno, non riesce proprio a spiccare il volo verso i punti alti che meriterebbe. Questa è colpa anche di figure politiche mancanti o non all’altezza.

NON ACCETTIAMO LE CONDIZIONI PRECARIE DELLA NOSTRA SANITA’

Nel nostro piccolo siamo stufi di accettare e giustificare tutto, soprattutto gli errori e i declassamenti fatti sulla sanità. I nostri presidi abbracciano un ampio bacino di utenza che proviene anche dai comuni limitrofi, e non possiamo più abbassare la testa con la speranza che un giorno le cose migliorino. Alle forze politiche chiediamo di vigilare su quanto appena dichiarato, e di presentare proposte per migliorare la situazione all’interno dei pronto soccorso in modo celere e determinato. Ai cittadini tutti, chiediamo di non accettare le condizioni precarie della nostra sanità, e di pretendere quello che è un loro diritto dovuto, anche manifestando se necessario: il diritto alla sanità”.


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