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Iacucci su decreto Salvini: conseguenze terribili sotto ogni punto di vista

iacucciUn decreto sicurezza che crea solo insicurezza. Questo il commento del presidente della Provincia di Cosenza Franco Iacucci sul cosiddetto DL Salvini. “Le conseguenze sono pesantissime sotto ogni punto di vista. Da quello umano non possono lasciare indifferenti le immagini di migranti buttati in strada in questi giorni; tra cui una bimba di solo sei mesi espulsa con suo padre dal Cara di Crotone in violazione, come sottolineato dal Garante dell’Infanzia, della convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Nonchè la tragica e inaccettabile morte di un giovane nella tendopoli di San Ferdinando.

Dal punto di vista della sicurezza ci sembra che piuttosto si stia generando una situazione caotica che potrà solo peggiorare aumentando il numero degli irregolari, peggiorando le loro condizioni di vita, favorendo l’ammassamento nei campi e il caporalato, nuove forme di schiavitù con risvolti sociali preoccupanti. I numeri li da oggi il Corriere della Sera riprendendo un’analisi svolta da Caritas e Cgil: nei campi come quello di San Ferdinando vivono in Italia 100.000 schiavi, nove su dieci non parlano l’italiano, il 36% non ha neanche un bagno. Il business del lavoro nero e del caporalato in agricoltura vale 4,8 miliardi di euro.

IACUCCI: INACCETTABILE QUESTA PROPAGANDA POPULISTA SULLA PELLE DELLE PERSONE

Il ridimensionamento dello Sprar, che ha garantito in questi anni percorsi virtuosi, riconosciuti trasversalmente da esponenti di tutte le principali forze politiche ed anche a livello europeo considerato un modello di “eccellenza”, rischia di alimentare questi fenomeni di sfruttamento e di disordine sociale. A meno che l’intento non sia proprio quello di generare un’emergenza dove invece c’era una buona gestione. E’ inaccettabile questa becera propaganda populista sulla pelle delle persone.

Questo sistema di accoglienza ha portato, inoltre, al ripopolamento dei nostri piccoli centri; nonché all’occupazione di tanti giovani che hanno trovato opportunità di lavoro nei servizi dell’accoglienza in alternativa all’emigrazione verso altre regioni o altri stati europei.
Rischiamo ora con il concentramento nei grandi centri di disperdere quanto fatto finora. E di arrivare ad una ghettizzazione che non è degna di un Paese civile e che, come la storia insegna, non ha mai generato nulla di buono”.

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