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Iacobini sindaco: “Terza alluvione alla Marina, attendiamo l’ennesima scusa”

marina-di-sibari“Dopo la prima alluvione, la cui colpa è stata data alla manomissione delle pompe, dopo la seconda alluvione, la cui colpa è stata data all’Enel, stavolta a chi sarà data?” La denuncia arriva da Leonardo La Regina e Ivan Iacobini, del Gruppo Consiliare Iacobini Sindaco all’indomani dei disagi creatisi per il maltempo nella Marina di Sibari.
Mentre i territori circostanti con gli investimenti ricevuti per progetti vari e per i PISL si candidano essere il salotto della Calabria o comunque della dell’area Jonica, vedi il lungomare di Trebisacce, da noi dopo aver spesi i quasi 4 milioni di euro avuti con i PISL ci sono stati più danni che vantaggi per turisti e commercianti.
In più in piazzetta, in particolar modo dopo ferragosto e per tutta fine estate, un putrido olezzo di fogna accompagnava i visitatori mentre in alto campeggiava uno striscione che parlava di una perla che tornava a splendere. Noi dell’opposizione siamo disponibili a qualsiasi soluzione per tutelare i commercianti e i cittadini di Marina di Sibari che hanno investito e speso soldi qui. Ci dispiace, in particolar modo da consigliere comunale, mi duole il cuore, per tutti i post e le immagini che girano su Facebook, finite anche su network importanti regionali e nazionali perché rovinano l’immagine di Marina, un luogo meraviglioso con, potenzialmente, una infinita fonte di guadagno per il territorio. Crediamo che sia inutile spendere soldi per un potabilizzatore quando le immagini di queste ore mostrano che il problema è la rete che trasporta le acque e non solo. Possibile che ogni volta avvenga tutto questo?

In più, nessun investimento in materia di protezione civile in ambito comunale, nessun intervento efficace sul turismo (e pensare che nei PISL il Comune, tra l’altro, ha ottenuto un finanziamento di 700.000 euro proprio per promuovere e valorizzare il territorio). Oggi, infatti, nessun intervento della Protezione civile.
La perla splende, ma da sempre. È l’ostrica che la cinge che è andata male.

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