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I presidi calabresi quelli che guadagnano di più

di SERAFINO CARUSO

scuole-medie-rossanoQuanto guadagna un dirigente scolastico? Quanto potere gli assegna la nuova riforma voluta dal premier  Renzi? Come vengono gestiti i professori? Ed ancora: i Pon come vengono assegnati? Domande alle quali cerchiamo di dare una risposta. Non soggettiva, ma in linea generale. Non prima, però, di aver fatto un po’ il quadro della situazione riguardo agli istituti ed agli accorpamenti intervenuti. Almeno per quanto riguarda Rossano, da sempre città di scuole e di cultura, diversi sono gli istituti scolastici qui presenti. Da quelli per l’infanzia fino alle superiori e, negli ultimi anni, anche l’Università privata telematica a distanza. Tra accorpamenti e reggenze diverse scuole fanno parte ormai di un unico Istituto. Ecco, così, l’esistenza degli Istituti Comprensivi.

DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO. Per restare al dimensionamento della sola città di Rossano il quadro della situazione dipende dalla fascia d’età e dei corsi di studio. Per le scuole superiori troviamo l’ITAS-ITC, vale a dire: l’aziendale ed il vecchio “femminile” e l’ex ragioneria. I corsi dell’ITAS si suddividono in: turismo; sistema moda; liceo delle scienze umane con l’opzione dell’economico-sociale. Vi è anche il serale, che vede in programmazione il corso di turismo, con il diploma triennale: primo monoennio (1° e 2°), secondo monoennio (3° e 4° anno) ed infine il 5° anno.  La ragioneria, oggi AFM (Amministrazione, Finanza e Marketing), ha il suo solito corso quinquennale. Il preside, o meglio dirigente scolastico, è la professoressa Maria Gabriela Chiodo. Poi c’è l’ITIS, ovvero l’industriale, a cui sono stati accorpati l’agrario e l’alberghiero. Questa scuola ha anche delle classi nella casa di reclusione di Rossano. Il dirigente è la professoressa Pina De Martino. Poi ancora i licei. Il rinomato liceo classico “San Nilo” di Rossano, ubicato nel centro storico, a cui sono stati accorpati anche lo scientifico, il linguistico e l’artistico. Dirigente di questi istituti è la professoressa Adriana Grispo. E qui gli istituti superiori. Poi ci sono gli Istituti comprensivi. Uno, il cui dirigente è il prof. Antonio Franco Pistoia, comprende la scuola media “L. Da Vinci” del centro storico, ed in più scuole per l’infanzia e primarie (elementari). Oltre a quelle di zona Frasso. Un altro comprensivo, che ha come preside il prof. Aurelio Madeo, ha la scuola media “A . G. Roncalli” (foto) insieme alle elementari e per l’infanzia di Via Nazionale (vicino quartiere Petra). Un altro Comprensivo, con preside la professoressa Celestina D’Alessandro, comprende i plessi della media “Carlo Levi” e dell’elementare “Monachelle” e scuola dell’infanzia “Matassa”. Ed un ultimo comprensivo con l’ex polifunzionale. Che comprende il plesso per l’infanzia, l’elementare e la media di contrada Piragineti, oltre alla materna del quartiere Donnanna. Questo un po’ il quadro della situazione.

I POTERI DEI DIRIGENTI SCOLASTICI. Ma se vogliamo tornare al grande potere che assegna oggi la riforma “La buona scuola” ai dirigenti scolastici, troviamo alcune importanti note da evidenziare. I dirigenti scolastici diventano, con la riforma, dei veri e propri “leader educativi”. Avranno a che fare con meno burocrazia e più attenzione all’organizzazione scolastica. Che verrà gestita, si può dire, come un’azienda. La scuola, infatti, dovrà avere i “conti” in pari o in attivo. E questo dipende dai dirigenti. Che saranno i promotori del POF (Piano dell’offerta formativa) e che dal 2016 (e questa è una delle novità più importanti) avranno la possibilità di scegliere direttamente i propri insegnanti in base ai curriculum. Anche se sarà lo Stato ad assumere, e non il dirigente. Che sceglierà in una rosa stilata all’interno degli ambiti territoriali predisposti dagli Uffici Scolastici Regionali. L’operato dei dirigenti scolastici sarà sottoposto a valutazione, che ancora non si capisce bene ad opera di chi. E questa valutazione inciderà su una parte dello stipendio, la retribuzione aggiuntiva.

QUANTO GUADAGNANO I DIRIGENTI. Ma quanto guadagnano, per l’appunto, i dirigenti? La retribuzione si suddivide in due parti: retribuzione fissa e retribuzione variabile. La retribuzione fissa, naturalmente, è uguale per tutti e si articola in due voci: – stipendio tabellare, pari a 3.331,61 euro mensili; -retribuzione di posizione/quota fissa, pari a 273,59 euro mensili; – l’indennità di vacanza contrattuale, pari a 24,99 euro mensili. La retribuzione variabile si articola anch’essa in due voci: retribuzione di posizione/quota variabile e retribuzione di risultato, che variano da Regione a Regione. Attenendoci alla Calabria, quella di posizione è suddivisa in 4 categorie: A, B, C e D. Per la fascia A la Calabria ha la parte più alta di tutte le altre Regioni: 1.125,86 euro mensili. Le altre rispettive restanti parti sono di: 815,71 euro (B), 543,38 euro (C) e271,06 euro (D). 

La retribuzione di risultato è di 281,27 euro mensili (gruppo A), 225,02 euro (B), 168,76 euro (C) e 112,51 euro (D). La retribuzione di risultato non viene pagata mensilmente, ma in un’unica soluzione annuale. La retribuzione annuale di un dirigente scolastico in Calabria varia, quindi, tra 52mila euro circa ed un massimo di 65mila euro (fascia A). Per  questi ultimi è il dato più alto che si può trovare in tutta Italia. Poi dipende anche dal “peso” dell’istituto. Se, ad esempio, la scuola ha diversi indirizzi e tanti laboratori (aule nel carcere, collaborazioni con aziende, ecc.) il reddito aumenta. Ma si corre di avere il rischio di fare la corsa al laboratorio o agli indirizzi e poi vedere soprattutto i primi non utilizzati. L’importante è averli. Poi si vede cosa fare. Sui Pon (corsi di solito di matematica, italiano, scacchi, giornalismo, lingue, ecc.) ci sono ancora bei soldini da suddividere. V’è il tutor, il segretario e spesso l’esperto viene scelto internamente alla scuola e non all’esterno. E se viene fatto un bando, spesso e volentieri lo si fa su misura per Tizio che deve vincerlo. Un andazzo che deve essere assolutamente cambiato.

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