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Hacker, in Calabria 490 siti nel mirino

hackerBen 1.200 i siti istituzionali “visitati” dagli hacker, a firma prevalentemente musulmana. Oltre 200 le violazioni ai danni di alcuni partiti italiani. Per ben 6 hackeraggi su 10, la motivazione riguarda rivendicazioni politiche, minacce terroristiche e patriottismo. Toscana, Sicilia, Lombardia e Emilia Romagna le aree più “bersagliate”. È quanto emerge dalla Nota scientifica dell’Istituto Demoskopika “La mappa dell’hacking in Italia”.
A firmare la violazione del sito dello Sportello di informazione sociale della Città Metropolitana di Torino, l’hacker TurkHachTeam. Nello stesso giorno venivano deturpati, dallo stesso defacer Nofawkx Al, le home page dei comuni di Stresa in Piemonte e di Isola Rizza in Veneto. In questo caso l’azione dell’hacker era interamente incentrata a denunciare il fenomeno corruttivo. Definito «come un cancro che si diffonde rapidamente. E che ostacola la crescita delle nazioni»
HACKER, TOSCANA AL TOP PER SITI VIOLATI

Sono solo alcuni recentissimi attacchi informatici. Che dal 2001 ad oggi hanno violato home page o pagine interne di quasi 12mila siti italiani di “interesse regionale”. A finire nelle attenzioni dei defacer anche i partiti, hackerati almeno 200 volte nell’arco temporale considerato. La motivazione prevalente all’origine dell’intrusione informatica riguarda l’universo della rivendicazione politica. È, il caso, ancora, dell’Anonymous Arabe, che tra il 3 ed il 4 gennaio scorsi, penetrava i siti di quattro comuni abruzzesi. Negli ultimi quindici anni, sono stati ben 11.555, i siti di “interesse regionale” conteggiati dall’Istituto Demoskopika che hanno subìto attacchi informatici di vario tipo.  Con 1.357 siti violati, è la Toscana la meta preferita dagli hacker per i loro attacchi informatici. Immediatamente seguita dalla Sicilia e dalla Lombardia rispettivamente con 993 e con 882 siti “visitati” dai defacer.

HACKER, IN CALABRIA 490 SITI HACKERATI

A seguire l’Emilia Romagna (781 siti), il Lazio (692 siti), la Sardegna (686 siti), il Veneto (670 siti), la Campania (663 siti), la Puglia (655 siti) e l’Umbria (645 siti). E, ancora, il Friuli Venezia Giulia (588 siti), la Calabria (490 siti), il Piemonte (484 siti), l’Abruzzo (434 siti), la Liguria (369 siti), il Trentino Alto Adige (360 siti) e le Marche (26 siti). In coda si posizionano la Basilicata (198 siti), il Molise (176 siti) e la Valle d’Aosta (170 siti). Spostando l’attenzione sui portali istituzionali, lo studio di Demoskopika individua ben 1.185 i siti presi di mira dai defacer. Toscana sempre in vetta con 288 siti istituzionali.

HACKER, 205 ATTACCHI AI SITI DEI PARTITI

Sono ben 205 gli attacchi informatici rilevati da Demoskopika dal 2001 ad oggi. A danno dei siti dei partiti e delle organizzazioni politiche italiane presenti sull’intero territorio nazionale. A subire il maggior numero di violazioni la Lega Nord con 58 hackeraggi. Pari al 28,3% del dato complessivo. Stacca di poco il Movimento 5 Stelle con 55 attacchi (26,8%) e Forza Italia con 51 attacchi (24,9%). Meno “attenzionato” dagli hacker il Partito Democratico. Che, nell’arco temporale considerato, si è visto le home page di 32 siti locali ospitare improvvisamente messaggi “non autorizzati” (15,6%). A chiudere questa classifica, Fratelli d’Italia- Alleanza nazionale con 8 casi osservati (3,9%) e il Nuovo Centro Destra (0,5%) con un hackeraggio monitorato.

HACKER, OLTRE UN ATTACCO SU 2 HA MATRICE POLITICA

Su 1.250 hackeraggi analizzati da Demoskopika, avvenuti negli ultimi 18 mesi (da luglio 2015 ad oggi), oltre la metà, il 55,5% ha una matrice politica. Ben 694 violazioni, firmate da hacker che nella maggior parte dei casi si professano musulmani, hanno avuto l’obiettivo prioritario di produrre rivendicazioni politiche. Di manifestare una forte identità patriottica. E, nei casi più estremi, anche di minacciare ritorsioni verso i paesi occidentali. Una motivazione, altrettanto significativa, è legata al desiderio dell’hacker di dimostrare la vulnerabilità del sito. Rivendicando l’accessibilità per tutti delle informazioni. 347 violazioni rilevate pari al 27,8% del dato complessivo. Infine, dimostrare la propria abilità e di essere il miglior defacer, ha caratterizzato, secondo l’analisi dei ricercatori di Demoskopika, i rimanenti 209 casi pari al 16,7%.

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