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Guccione in sopralluogo all’Enel di Corigliano-Rossano

«L’obiettivo è quello di riconvertire l’ex Centrale Enel di Corigliano Rossano in un’ottica di sviluppo sostenibile».

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«Produzione di energia verde, salvaguardia ambientale, nuova occupazione: queste le basi della ripartenza. Tutto verrà scritto nero su bianco in un dossier con la mappa dei siti di produzione di energia elettrica, di proprietà dell’Enel, dislocati su tutto il territorio nazionale».

Ad affermarlo il responsabile nazionale Dipartimento “Crisi industriali” del Pd, Carlo Guccione, e il responsabile nazionale del Dipartimento “Lavoro”, Marco Miccoli, che questa mattina hanno effettuato un sopralluogo all’ex Centrale Enel di Corigliano Rossano. Presenti i dirigenti Enel, Rossella Sirianni, Gaetano Evangelisti, Fabio Cataudella e Giuseppe Imburgia, il presidente della Provincia di Cosenza, Franco Iacucci e i rappresentanti degli enti locali.

«Un progetto di transizione Green. L’intenzione è quella di chiedere la convocazione di un tavolo nazionale che coinvolga Governo, Enti locali ed Enel, per garantire questa fase di riconversione ecologica della produzione energetica e fare in modo che questa transizione verso un’economia sostenibile venga fatta in maniera corretta e nei tempi giusti. Si terranno ulteriori incontri e sopralluoghi anche in altri siti dismessi per approfondire al meglio la questione varare il Piano nazionale.

Si potranno utilizzare – spiegano Carlo Guccione e Marco Miccoli – una parte dei fondi del Recovery Fund che l’Europa destina all’ambiente. Inoltre, lo scorso 8 luglio la Commissione europea ha deliberato la strategia dell’idrogeno per una Europa neutrale dal punto di vista climatico che stanzia oltre 1000 miliardi di euro per sostenere dal 2021 al 2030 la produzione di idrogeno. Il Parlamento europeo, qualche giorno fa, ha votato a larga maggioranza un documento che prevede, entro il 2030, l’abbattimento della produzione di CO2 del 60 per cento. I fondi non mancano, bisogna ora fare un passo avanti: serve un’azione concreta del Governo e una programmazione certa per fa sì che non vada sprecata questa grande occasione fornita dalle ingenti risorse che l’Europa e l’Italia metteranno a disposizione».


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