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Graziano: “Chi non vuole la fusione? Chi ha interessi di bottega!”

di SERAFINO CARUSO

A poco più di due settimane dal referendum consultivo per la fusione tra Corigliano e Rossano, si moltiplicano le iniziative e le prese di posizione. Domenica sera a Rossano il movimento che fa capo al consigliere regionale Giuseppe Graziano, “Il Coraggio di Cambiare l’Italia”, ha tenuto un bell’incontro di informazione in piazza Le Fosse. Occasione, per i cittadini, di ascoltare le ragioni del “Si” a questa fusione. Tra i numerosi e qualificati interventi, molto appassionato quello dello stesso consigliere Graziano. Il quale è firmatario del progetto di legge regionale della fusione tra le due città. Un intervento di qualche minuto in cui Graziano ha elencato i vantaggi che deriverebbero dalla città unica. In primis la possibilità concreta di avere maggior peso politico sui tavoli di contrattazione nei palazzi della politica nazionale e regionale. “Una città con 80 mila abitanti non avrebbe perso il Tribunale. Che con la grande città Corigliano-Rossano riavremo e sarà il Tribunale di Rossano, di Corigliano e di tutto il territorio. Nascerà a Insiti, dove verrà costruita la cittadella degli uffici della futura grande città”.

MAGGIORI OPPORTUNITÀ DI SVILUPPO E INVESTIMENTI CON LA FUSIONE

Al termine del suo intervento il consigliere Graziano ha rivolto un nuovo appello a tutti coloro i quali hanno ancora delle perplessità. “La legge Delrio prevede il 50% in più delle entrate per il nuovo Comune rispetto a quelle del 2010. Oltre al mancato rispetto dei vincoli del patto di stabilità. Questo significa maggiori investimenti, quindi maggiore lavoro. E quindi significa che avremo più possibilità di trattenere i nostri giovani nella nostra terra e far ritornare quelli che vanno via per motivi di studio”. Poi Graziano, dopo aver elencato i vantaggi che con un’unica grande città si avranno in tema di centri storici, lungomare unico, servizi sociali, ha detto: “In genere dice no chi sta bene, chi non vuole cambiare le cose come stanno. In questa terra, così come siamo adesso, non si vive bene. Ma potremmo di certo vivere meglio. Allora non lasciamo disperdere questa grande possibilità”.

INTERESSI VILI E BOTTEGA CONTRO IL PROGETTO DI FUSIONE

Infine Graziano ha animosamente criticato i fautori del “No”. Soprattutto quelli del “No” studiato a tavolino… “Noi chiediamo di avere il coraggio di dire “Si”. Chi è contro la fusione per interessi di bottega è un vile. C’è chi è contrario perché ambisce a candidarsi a Sindaco di una delle due città. Chi antepone alla fusione beceri interessi. Chi è contrario per interessi urbanistici di basso livello. Non è possibile tutto questo. Dobbiamo combattere questa logica così vile. Prima devono venire gli interessi collettivi, generali. Questo territorio non conta più nulla a livello politico. In Consiglio regionale mi sento isolato. Ci sono solo io a rappresentare questo territorio. E per giunta in minoranza. Io invece vorrei che fossimo in molti a portare avanti gli interessi generali del nostro territorio. E questo lo possiamo fare solo se ci uniamo e riusciamo a imparare a camminare insieme e uniti”.

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