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Graziano su canoni idrici: riequilibrare bilanci Sorical

grazianoIl segretario questore del Consiglio regionale della Calabria Giuseppe Graziano ha presentato un’interrogazione al presidente Oliverio relativamente all’annosa vicenda Sorical. Il presidente nazionale de Il Coraggio di Cambiare ha proposto di “concordare con i comuni calabresi morosi ed inadempienti una soluzione a “saldo e stralcio” dei canoni idrici. Per avviare, così, il riequilibrio dei bilanci della Sorical senza procedure fallimentari. Si programmi inoltre un nuovo piano di erogazione del servizio. Che consenta alla Regione di esigere direttamente i tributi. Così da poter abbattere i costi per i cittadini, evitando ovviamente la creazione dell’ennesimo ed inutile carrozzone per il servizio di riscossione a danno della collettività.

“Lo scorso settembre – dice Graziano – il Governatore ha tracciato la rotta rispetto agli impegni che la Regione assumerà all’interno e nei confronti delle diverse società partecipate erogatrici di servizi. Non una parola, però, sul futuro della Sorical. Che rimane una delle aziende pubblico-private più in crisi della Calabria. Soprattutto a causa della sua impossibilità a riscuotere i crediti vantati nei confronti dei comuni. Tutto questo nonostante i calabresi paghino puntualmente, e anche di più rispetto ai cittadini di altre regioni, il loro obolo ai comuni. Per ritrovarsi, alla fine, con un servizio che – nel vero senso della parola – fa acqua da tutte le parti. C’è pertanto un vulnus che va urgentemente colmato se si vuole ritornare a garantire agli utenti un servizio fondamentale.

GRAZIANO: RIUNIRE ATTORNO A UN TAVOLO COMUNI MOROSI E INADEMPIENTI

La strada per una nuova gestione delle risorse idriche regionali – aggiunge il Segretario questore – negli anni scorsi l’hanno segnata Puglia e Basilicata. Che hanno avocato a loro il compito diretto di riscossione dei canoni, bypassando i comuni e colmando il vuoto di cassa. Prima, però, di giungere a questa soluzione, che non solo solleverebbe gli enti locali dall’ingrato compito dell’esazione dei tributi per l’acqua quanto li aiuterebbe a governare meglio i bilanci, bisognerebbe riunire attorno ad un tavolo i Comuni morosi ed inadempienti. Poco più di una ventina se si considera che il maggior passivo arriva proprio dalle realtà capoluogo e dai municipi medio grandi. L’obiettivo è stabilire un piano di rientro dal debito, anche in saldo e stralcio. Una volta parificato il vuoto di cassa si potrebbe finalmente avere una gestione diretta e più oculata delle risorse destinate al sistema idrico.

La stessa che consentirebbe – scandisce Graziano – innanzitutto di avviare da subito i lavori di ammodernamento e riqualificazione della rete delle acque regionali. E, addirittura, un nuovo piano strutturale mirato a razionalizzare le risorse e a ridurre gli sprechi. Inoltre, avendo in capo la riscossione senza il filtro dei comuni, la Regione potrebbe avere il vantaggio di disporre in tempo reale del quadro dei crediti esigibili. Utilissimo al fine di varare una sana e credibile programmazione economica.

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