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«Il grande bluff di Stasi: imposte comunali che non tutelano le famiglie disagiate»

La minoranza con Costantino Baffa, Adele Olivo, Vincenzo Scarcello, Raffaele Vulcano e Gennaro Scorza tornano sull’ultimo consiglio comunale che ha lasciato qualche polemica

«Non c’è limite al peggio. Un anno e mezzo di gestione della città e l’unica cosa che Stasi è riuscita a fare è riempire i cittadini di parole e promesse. Null’altro. Il vuoto assoluto che avvolge l’Esecutivo e la sua maggioranza preoccupa, non tanto ormai per l’autorevolezza che la terza Città della Calabria ha perso da quando alla guida c’è il giovane inesperto e urlatore, bensì per le prospettive che a questa comunità sembrano totalmente mancare.

Cosa è cambiato da giugno 2019 ad oggi? Praticamente nulla. E la prova provata l’abbiamo avuta nel corso dell’ultimo consiglio comunale sull’approvazione dei nuovi regolamenti per le tasse e le imposte comunali. Avremmo potuto anche non celebrare la pubblica Assise perché nella sostanza non è cambiato nulla. Tutto è rimasto invariato rispetto alle tariffe approvate dal Commissario Bagnato: aliquote al massimo, nessun concreto aiuto per le classi sociali più deboli e imposte che rimangono suddivise per aree comunali. Insomma, questo sindaco non ha impostato ancora la sua identità politica (ammesso ne abbia una!) alla guida della città. Non si vuole prendere alcuna responsabilità. Perché urlare dai palchi, fare melina sui bisogni della gente, buttare fango e veleno sugli avversari politici è più semplice che amministrare.

Il dato più sconcertante è sull’imposizione dell’aliquota IRPEF. Lì dove il primo cittadino poteva dare un segnale di equità sociale ha dato, invece, un segnale di equità finanziaria: tutti pagheremo la stessa percentuale d’imposta: ricchi, benestanti, disagiati e poveri. Una vergogna inaudita.

L’unica novità di rilievo è rappresentata dal fatto che i commercianti dei due centri storici di Rossano e Corigliano saranno esentati dalle tasse. Applausi. Ma anche in questo Stasi non ha inventato nulla. Ha solo ampliato la platea di beneficiari con una misura virtuosa introdotta dai precedenti governi di centrodestra.

Insomma, le scelte di questa Amministrazione comunale non solo tradiscono le aspettative della gente ma dimostrano anche l’ipocrisia politica di un sindaco che “si fa vanto” delle sue radici comuniste, trotskiste e marxiste. Ma quando mai? Nella corresponsione delle tasse, a Corigliano-Rossano non c’è distinzione alcuna tra benestanti e indigenti. Ed è giusto che questo lo sappiano tutti, al netto delle note stampa che servono ad edulcorare la pillola dicendo che bisogna compensare e dilazionare i debiti. Tutti i comuni italiani hanno contratto debiti. Tutti. Anzi, Corigliano-Rossano è tra quelli che – grazie alle gestioni dei due estinti comuni – ad oggi non è in dissesto né in pre-dissesto. Quindi ha tutte le carte in regola per programmare ponderando scelte politiche che, evidentemente, non ci sono.

E che ci sia il vuoto assoluto lo si evidenzia anche nell’infinita inconsistenza della Maggioranza: un gruppo di 16 persone incapace di creare una dibattitto o una discussione. Il nulla, arroccato attorno alla paura di scalfire l’aurea politica del sindaco che sembra già aver esaurito la sua dose di argomenti. Eh già, perché una volta che si ha il timone in mano è difficile prendersela con altri se la nave sbanda o – come sta avvenendo ora – sta prendendo una rotta verso l’ignoto».


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