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Giustizia, Scutellà: «C’è una proposta di legge per modificare la Riforma Severino»

La deputata pentastellata conferma quanto avevamo anticipato nei giorni scorsi: «Sulla bozza lavoro sinergico anche con Ferro e Bruno Bossio»

Lo avevamo annunciato due giorni fa: pare che all’ombra di Montecitorio si muova qualcosa per tentare di rimediare alle storture della Riforma Severino sulla geografia giudiziaria che nel 2013 vide la clamorosa soppressione del tribunale di Rossano (leggi anche Tribunali, a Roma si pensa di mettere mano alla Geografia giudiziaria).

Avevamo chiesto maggiori dettagli e spiegazioni alla deputazione parlamentare del territorio. E principalmente alla deputata Elisa Scutellà, dal momento che riveste l’incarico di componente della Commissione Giustizia e, soprattutto, perché è a capo dell’intergruppo di monitoraggio sugli effetti della Geografia giudiziaria.

Ed è proprio la Scutellà, oggi, alla vigilia del Consiglio comunale di Corigliano-Rossano convocato ad hoc per discutere proprio della vertenza tribunale, a chiarire i termini di una proposta di legge di riforma della Riforma. Che, addirittura, sarebbe già in stato avanzato di elaborazione e pronta ad essere sottoposta all’attenzione del governo.

«Confermo – scrive la parlamentare del Movimento 5 stelle – che siamo alle prese con una Proposta di legge per la rivisitazione della Riforma Severino. Dirò di più, siamo già in fase avanzata. La bozza della proposta è stata completata e presto passerà al vaglio degli organi preposti. Si tratta, ovviamente, di una proposta condivisa che guarda oltre gli steccati politici e di appartenenza. Tant’è che vi hanno e vi stanno lavorando, insieme a me, anche le colleghe deputate Wanda Ferro ed Enza Bruno Bossio».

Dunque, fatti i dovuti passaggi e considerate anche le priorità del Governo (sicuramente quella della geografia giudiziaria, al momento, non è sicuramente in testa alle questioni del sistema giustizia) non è da escludere che nei prossimi mesi questa proposta possa muovere i primi passi verso una rimodulazione della legge di riordino dei tribunali.

E chissà se in quella fase ci sarà “spazio” per l’apertura di un tribunale nella Sibaritide (o la riapertura di quello soppresso). Perché sarà in quel momento che serviranno tutte le forze politiche, istituzionali e sociali a fare sana pressione sul governo affinché si determini in tal senso.

«Certo – ribadisce Scutellà – sulla questione dovrebbe esserci una sinergia ancora più forte tra Istituzioni, perché è una battaglia che si può vincere solo se c’è e ci sarà la partecipazione di tutti. Purtroppo domani, così come avevo anticipato già da tempo al Presidente del Consiglio comunale, non potrò partecipare alla seduta monotematica per via di alcuni impegni istituzionali concomitanti, già precedentemente assunti e non rinviabili. Avevo chiesto la possibilità di rinviare la seduta indicando anche altre eventuali date. Ma evidentemente non è stato possibile».

E poi aggiunge: «Certamente la discussione sui tribunali e più in generale sulla eventuale e possibile riorganizzazione della geografia giudiziaria, è un argomento vastissimo che si può affrontare solo avviando un percorso che porta allo studio di diverse realtà e con dati alla mano, che spesso solo per entrarne in possesso si impiegano mesi. Ciononostante – spiega ancora la deputata – dopo diversi incontri e confronti, anche serrati, con la politica e la burocrazia, siamo riusciti a formulare la Proposta di Legge».

Insomma, qualcosa si muove. Seppur in fase embrionale, come dicevamo nei giorni scorsi, si tratta comunque di una evoluzione della vicenda tribunale. «Credo – conclude Scutellà – che questo sia un passo importantissimo per iniziare a ragionare verso una visione futura diversa. Dobbiamo solo continuare a lavorare a testa bassa e portare risultati».


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