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Giuseppe Graziano: “Su mobilità la Regione non dà risposte”

graziano-meetIl Segretario Questore del Consiglio regionale, Giuseppe Graziano nel corso dell’ultima seduta assembleare dello scorso 22 Settembre (giovedì), ha posto un’interrogazione a risposta immediata alla Giunta Oliverio per sapere quali interventi avesse pianificato la Regione per far fronte alla grave situazione di isolamento in cui da quasi dieci anni sono costretti i territori interni del Basso Jonio cosentino.
“Purtroppo – dice Graziano – dall’Assessore alle Infrastrutture, Roberto Musmanno, abbiamo ricevuto una non risposta. Oliverio, anche in questa specifica situazione, ha abdicato al ruolo di governare una regione che ha tantissimi problemi ma anche tante risorse da cui poter attingere per far fronte alle esigenze dei cittadini. L’assessore ha risposto che la programmazione europea 2014-2020 non prevede investimenti sulle strade. Una considerazione del tutto opinabile, dal momento che lo stesso Fondo europeo di sviluppo regionale prevede canali di finanziamento per la mobilità. Le strade, del resto, non rientrano in questo sistema? Si valuti meglio, allora, la possibilità di intervento, ammesso che, probabilmente per troppa superficialità, si è stati “capaci” di rimandare indietro a Bruxelles oltre il 50% dei fondi della precedente programmazione!
Questo e non solo questo. Perché – aggiunge il Consigliere regionale – ammesso che si possa avviare una programmazione regionale che preveda interventi risolutivi sulla viabilità interna del Basso Jonio, che è l’emblema dell’inefficienza statica dell’apparato pubblico ma purtroppo non l’unico caso in Calabria, il dato sconcertante è che la Regione, fino allo scorso 22 settembre, non si è preoccupata minimamente – ribadisce Graziano -, forse nemmeno ne era a conoscenza, della condizione di grave disagio, che perdura dal 2006, dei cittadini di Scala Coeli e San Morello.

Le due strade provinciali che dall’entroterra collegano alla statale 106 sono crollate sotto le intemperie (di recente si è verificato un altro smottamento) e la sola strada comunale che tiene viva l’area è, tra l’altro, ufficialmente interdetta al traffico perché pericolosa. Oggi – conclude Graziano – l’unico modo per i cittadini di vedersi riconosciuto il diritto alla mobilità è rivolgersi alla divina provvidenza!”.

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