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Giuseppe Graziano a Spezzano: “La Green Economy salverà la Calabria”

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Green Economy, puntare sulle diverse declinazioni offerte dall’ambiente e dall’ecosistema per far ripartire l’economia calabrese. Agricoltura e turismo, su tutti, ma anche un virtuoso processo di riciclo dei rifiuti, devono rappresentare il motore trainante per garantire nuova occupazione, soprattutto ai giovani. Solo avviando una nuova e virtuosa politica di utilizzo dei fondi comunitari è possibile intercettare specifici finanziamenti da reinvestire in programmi e progetti innovativi. I rapporti economici, del resto, parlano chiaro: investimenti mirati possono generare in questo settore un aumento del 48% di occupazione. Con questa prospettiva, essenziale per rilanciare le aspettative di crescita della Calabria, continuiamo a confrontarci, quotidianamente, con tantissimi cittadini. Che, dimostrandoci sempre più affetto e sostegno, auspicano il cambiamento!
È quanto ribadito da Giuseppe Graziano nel corso del meeting elettorale di Spezzano della Sila, tenutosi ieri (martedì, 4 novembre) nella Sala del Consiglio comunale, alla presenza dell’ennesimo bagno di folla che continua a caratterizzare le uscite pubbliche del capolista della “Casa della Libertà – Ferro Presidente”, sempre più catalizzatore di entusiasmo e speranza. Di fianco a Graziano, ancora una volta, il candidato Presidente della Regione Calabria, Wanda Ferro, accompagnati da Pietro Spizzirri, vice presidente nazionale dei Club “Forza Silvio”, e dal coordinatore regionale di Forza Italia Giovani, Luigi De Rose.
Interessante il confronto, voluto dallo stesso Giuseppe Graziano, con i membri del comitato ambientale presilano consentendo di chiarire le reali dinamiche politiche che hanno portato all’apertura della discarica di Celico. Non ho colpe in questa vicenda – ha spiegato Graziano, all’epoca nei quadri dirigenziali della Regione – se non quella di aver fatto il mio dovere nel dare seguito ad un atto politico. Sono stato uno dei precursori in Calabria nel battermi contro le discariche e a perorare, sempre, le politiche a sostegno dell’ambiente. A parlare è la mia storia umana e professionale. Il mio contributo, di uomo del fare, all’interno del Consiglio regionale non potrà prescindere dalla tutela dell’ecosistema. Sempre e a tutti i costi!
La Calabria – aggiunge il capolista della Casa della Libertà – deve ripartire necessariamente dalla valorizzazione del suo patrimonio ambientale. Finora, noi calabresi, siamo stati quelli che hanno dimostrato minor sensibilità verso la green economy, e non è un caso che i nostri tassi di disoccupazione sono così elevati. Un primo esempio di sviluppo occupazionale attraverso proprio la rivalutazione dell’economia verde è la chiusura del ciclo del ciclo dei rifiuti. Sviluppare una raccolta differenziata di qualità arrivando alle percentuali richieste dalle normative europee e nazionali e rilavorare sul nostro territorio il rifiuto differenziato con la creazione di specifiche  aziende: è così – rimarca Graziano – che si creano centinaia di nuovi posti di lavoro. L’esempio sono le piccole aziende che, in tutta sicurezza, rilavorano il vetro o la plastica, ma anche alluminio e rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, che oggi rappresentano una vera e propria risorsa. Ma un altro esempio cardine nel settore rifiuti, considerata la vocazione agricola della Calabria, è la filiera di produzione ed utilizzazione del compost.
Ma per far sì che tutto questo non rimanga solo un’idea astratta – continua ancora il candidato della Cdl – il prossimo Governo regionale dovrà battersi per garantire maggior credito alle aziende; ma deve, soprattutto, investire in ricerca e formazione, utilizzando al meglio e con maggiore attenzione agli stimoli del mercato e del lavoro il Fondo sociale europeo. È ovvio, inoltre, che tra imprese e pubblica amministrazione deve istaurarsi un confronto, fondato su  basi nuove, più proficuo e meno assoggettato alle logiche politiche. Così che le risorse disponibili possano essere indirizzate su tutte quelle iniziative meritevoli, che il mercato ritiene essere più promettenti e su cui è disposto ad investire. Ancora, serve puntare sul marketing e la promozione dei nostri tanti ed eccellenti brand verdi. E infine – conclude Graziano – è necessario utilizzare gli appalti pubblici come volano per la green economy semplicemente applicando il Piano d’Azione per gli acquisti verdi che è già attivo dal 2008, ma di cui in Calabria, purtroppo, non se ne sente ancora parlare, se non sulla carta.

 

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