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Giuseppe Graziano: “Renzi continua ad annientare ogni prospettiva di crescita per la Calabria”

grazianoIl Governo Renzi scippa altri 102 milioni di euro allo sviluppo del Mezzogiorno e della Calabria. Tutti fondi che, ad avviso del premier, dovranno andare a rimpinguare i programmi occupazionali nazionali. Sarà vero? Sta di fatto che, al momento, sembra si stia materializzando l’ennesima beffa. Il fondo per il Piano di azione e coesione viene nuovamente e costantemente decurtato, a danno di anziani e asili nido. Mentre in Calabria la disoccupazione cresce e raggiunge i massimi storici ed i servizi latitano. Insomma, prosegue la saga del Giovanni senzaterra, tutta in salsa italiana, con un capo del Governo non eletto da nessuno ma che, nonostante tutto, continua a prosciugare le tasche degli utenti. Soprattutto dei calabresi.
Continua a rimanere alta l’attenzione del Consigliere regionale della Casa della Libertà, Giuseppe Graziano, anche sulla gestione delle finanze pubbliche nazionali, la cui ridistribuzione iniqua sul territorio italiano sta continuano ad ampliare il divario economico e sociale tra il Nord ed il Sud, dove ormai – dichiara il Segretario questore – continuano ad arrivare solo le briciole.
Siamo di fronte ad un sistema di governo fallimentare – dichiara il Consigliere della Cdl – che ancora una volta e con una gran bella faccia tosta continua a tagliare e usurpare fondi dai capitoli destinati al sociale. E non si capisce come mai, il Primo ministro, abbia scippato 102 milioni di euro alle Regioni del Sud, per finanziare fittizie e populistiche azioni a sostegno del lavoro, tagliando non solo sul Pac ma andando a definanziare la Legge 407/90 che, guarda caso, è finalizzata a sostenere lo sgravio totale dei contributi per aziende del Sud che assumono disoccupati. Sembra davvero una presa in giro! Quale rappresentante dei calabresi, che vogliono e pretendono il cambiamento, sosterrò, insieme ad altri colleghi delle regioni del Mezzogiorno, tutte le iniziative istituzionali che contrasteranno questo ennesimo atto di banditismo politico. I soldi sono per il meridione – scandisce con forza Graziano – e qui devono essere spesi per continuare a garantire i servizi. Un’Italia che viaggia a doppia velocità non è conveniente per nessuno, soprattutto per il nord e per l’Europa. Il divario è ampio e continuare ad adottare per il sud un sistema di discriminazione sociale ed economica, significa averne decretato anzitempo la fine. Non è possibile incanalare verso il nord la maggior parte delle risorse e lasciare al meridione le briciole, adducendo anche come giustificazione l’incapacità di spesa. Quasi come se fossimo la pattumiera della modernizzazione: prima di giudicare nel suo complesso le capacità di sviluppo delle singole regioni italiane sarebbe opportuno metterle tutte nelle stesse condizioni strutturali, economiche e di recepire investimenti. Solo così il giudizio sarebbe obiettivo ed i provvedimenti giustificati. Sicuramente su questo continuo decurtamento di risorse vorremmo conoscere la posizione del presidente Oliverio. Meno soldi al Sud, significa anche e principalmente meno soldi alla Calabria. Come pensa di far fronte alle innumerevoli esigenze dei territori se non si costringe il governo amico a frenare questo continuo taglio di fondi? Stiamo rimanendo senza servizi per il sociale, le nostre scuole sono sul baratro ed abbiamo un sistema di assistenza alla prima infanzia ridotto al lumicino. È un modo di governare, quello di Renzi, che non capiamo né tantomeno condividiamo, ma continuiamo, comunque, ad attendere risposte.

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