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Giovanni Ferrari: La morte di Corigliano

corigliano-paesaggioQuanta tristezza, quanta amarezza, ritornare nel proprio paese natio, dove ho vissuto tutta la mia giovinezza e vedere il proprio paese morto, senza vita, abbandonato al proprio destino, negozi completamente chiusi, gli abitanti che sono scappati, l’esodo dei giovani dai propri nuclei familiari si fa sempre più preoccupante, serrande abbassate, strade deserte, gli affezionati del centro storico hanno fatto le valigie, seguiti a ruota da negozianti e piccoli commercianti. L’impressione è che da un momento all’altro anche i lampioni si spengono all’improvviso, lasciando quei pochi malcapitati abitanti smarriti a vagare per le vie un tempo popolate da boutique, negozi   ma soprattutto da tantissime attività artigianali  e commerciali. Siamo veramente in una città fantasma che sarebbe tanto piaciuta al genio dello scrittore americano Edgar ALLAN POE.
CHE COSA E’ ACCADUTO?
Alla base della morte di Corigliano sta la vergognosa, squallida, affaristica, incapacità politica dell’attuale Sindaco di nome Giuseppe Geraci e dei suoi poveri  acefali, improvvisati, sprovveduti collaboratori che non hanno mai prodotto nulla, falliti professionalmente nella vita, hanno trovato sfogo negli affari loschi della politica, arricchendosi ai danni della gente onesta che paga regolarmente le gravose tasse senza ottenere i propri servizi, basta girare per le strade di Corigliano, di Schiavonea, di Fabrizio, di Cantinella, dello Scalo per rendersi conto della insopportabile  puzza in cui viviamo, dal dissesto idrogeologico , alla viabilità all’inquinamento melmoso del mare, la spiaggia ancora colma di pericolose montagne di rottamazione.
Il vuoto creato dall’impoverimento socio-economico e dalla cattiva e vergognosa gestione amministrativa del centro storico, ha lasciato ampio spazio al nascere dei problemi che oggi tutti ben conoscono e lamentano, corredati alla sicurezza, all’abbandono e,  al proliferare di condizioni di degrado.
Nella bellissima piazza del popolo, dove tutti si ritrovavano, non è rimasto più nessuno, non riesco a capacitarmene, non riesco a darmi pace o farmi una ragione, mi piange il cuore, la piazza è stata uccisa da questi lestofanti  politici: per me che ho vissuto tutta la mia infanzia, nato e cresciuto in Via Montesanto a pochi passi dalla piazza, è una sofferenza immensa.
Chi semina vento, raccoglie tempesta,  quello che è accaduto a Corigliano, dall’amministrazione Straface, sciolta dal Ministero dell’Interno per infiltrazioni mafiose, all’attuale amministrazione Geraci, conosco molto bene cosa significa Amministrare un Comune sciolto per mafia, per aver svolto le funzioni di Commissario Straordinario nel Comune di Molochio/Reggio Calabria sciolto anch’esso per fenomeni mafiosi.
La città di Corigliano, ricca di storia, di arte, di cultura ed i coriglianesi non meritano tutto questo, a Corigliano c’è tanta gente laboriosa, onesta,  professionisti  seri,  giovani validi e preparati, laureati con sacrifici e dignità che hanno onorato la propria Città.
Per contrastare efficacemente questa tendenza è necessario definire politiche, azioni e progetti finalizzati alla rivitalizzazione del centro storico, puntando, soprattutto ad individuare soluzioni per le principali criticità: il reinserimento di nuove attività ed il mantenimento degli abitanti, il miglioramento dell’accessibilità, il recupero del patrimonio artistico, architettonico ed edilizio non utilizzato e da riqualificare. Occorrono,  dunque nuove politiche abitative che consentano il ritorno di popolazione con l’obiettivo di far rivivere il centro storico, in questo contesto possono  benissimo essere utilizzati strumenti a favore dell’edilizia pubblica a canone concordato, ad esempio per incentivare le giovani coppie. In particolare è fondamentale affrontare il problema con un approccio sistematico ed innovativo che individui una pluralità di tipologie d’intervento da realizzare, i relativi operatori pubblici e privati, le risorse da mettere in campo. Serve un rilancio di tutto il centro storico in modo da rendere appetibili  le piazze, le viuzze, i vicoli. Solo così si può ripartire, altrimenti quei pochi che ancora resistono, saranno costretti ad arrendersi. Tutto ciò è possibile, solo e soltanto quando i Coriglianesi, coscienti e consapevoli, saranno capaci alle prossime elezioni di mandare via e liberarsi da questi poveri  incapaci che hanno distrutto Corigliano ed il proprio territorio.
Tutti i giorni assistiamo a continui interventi della magistratura contro amministratori pubblici, i comitati di affari, politici e compagnia bella, con provvedimenti di custodia cautelare, arresti, retate, conseguenti a reati, in prevalenza di corruzione nella gestione della cosa pubblica, per appalti di grandi opere che  consentono a questi privilegiati gestori, consistenti prelievi di danaro pubblico, frutto di tangenti, ad opera di mazzettari di professione, nel connubio inscindibile tra comitati di affari, mafia e politica.
Sono veramente contento di essere stato querelato dal Sig. Geraci, persona indegna, immorale che non conosce i limiti della vergogna, il mio intendo è perfettamente riuscito, era proprio quello di trascinarlo in Tribunale, la sede giusta dove dovrà spiegare tutti gli  scandali, il malaffare e la corruzione amministrativa dilagante che si vive quotidianamente nel Comune di Corigliano,  le quotidiane denunce di migliaia di cittadini onesti che lavorano degnamente per  portare il pane ai propri familiari, Le consiglio di farsi la residenza a Castrovillari per non viaggiare tutti i giorni  per i suoi processi pendenti presso il Tribunale. A Corigliano la corruzione e il malaffare, regna sovrano, gli appetiti insaziabili di personaggi senza scrupoli, arraffano più che possono, in una continua avidità che non ha fine.

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