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Giovane Italia Rossano: “Armi chimiche, Gioia Tauro una Città in piena rivolta”

Porto di Gioia Tauro

Porto di Gioia Tauro

All’indomani dell’incontro tenutosi a Palazzo Chigi, tra il Premier Letta, i Ministri Lupi e Orlando e il governatore della Regione Calabria Scopelliti in merito alla questione concernente il trasbordo delle armi chimiche nel porto di Gioia Tauro, i massimi esponenti dell’esecutivo hanno pienamente ribadito che l’operazione surrichiamata dovrà essere effettuata.
L’esito della riunione, sicuramente, non ha soddisfatto i sindaci del territorio i quali, a seguito di ciò, ricorreranno al blocco e alla chiusura del porto. Tale azione, naturalmente, verrà coadiuvata da esperti in diritto navale al fine di poter meglio capire se tale presa di posizione legalmente sarà possibile.
Ebbene, siffatta contingenza ha portato in subbuglio l’intera popolazione del territorio, soprattutto, in riferimento all’inesattezza e alla disinformazione delle sostanze che verranno trasbordate. In merito a questo punto, infatti, il governatore della Calabria ha sottolineato, al premier, di non aver avuto piena contezza delle sostanze e dell’operazione questionata.
A questo punto, però, una domanda sorge spontanea: ma davvero il governatore Scopelliti era all’oscuro di questa operazione?
Siamo fermamente convinti che, nella evasività di Scopelliti, c’è del torbido poiché una operazione di carattere internazionale non poteva essere occultata a chi governa una Regione. Certamente lo scarico di queste sostanze non giova una Regione come la nostra perché, ancora una volta, a livello internazionale siamo stati individuati come la pattumiera d’Italia.
Per di più, incerta è la data del trasferimento delle armi chimiche la quale è stata, sommariamente, indicata per il mese di febbraio.
Esprimiamo, in conclusione, il nostro totale disappunto su una questione tesa a emarginare e depauperare un territorio ricco di bellezze naturali. La nostra Regione è una perla d’Italia e del mondo e, a gran voce, sosteniamo l’urlo di protesta elevato dai sindaci e dalla popolazione della piana di Gioia Tauro per questo scempio messo in atti dal Governo e indiscutibilmente avallato dal governatore Scopelliti.

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